Ultime notizie:

  data news Oggi Coronavirus, morto a Roma agente di scorta del premier Conte        data news Oggi Coronavirus, Salvini "Il Mes resta un furto anche senza condizioni"        data news Oggi Leclerc "Che pressione a Monza, in Ferrari ho imparato la pazienza"        data news Oggi Allo Spallanzani 198 casi di Coronavirus, per 21 supporto respiratorio        data news Oggi Coronavirus, Arcuri "La battaglia non e' ancora vinta"       

NUOVO DECRETO, TUTTO CHIUSO? ANCHE NO

data news
SUN 22 Mar | Notizie - Attualità - Fuori Liguria
NUOVO DECRETO, TUTTO CHIUSO? ANCHE NO

Nel suo intervento in diretta Facebook nella notte fra sabato e domenica, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva annunciato la chiusura di «ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali», affrettandosi poi a evidenziare che sarebbero rimasti aperti supermercati, farmacie e parafarmacie, così come sarebbero rimasti operativi servizi bancari, postali e assicurativi. Si tratta di attività, come le tabaccherie, che non figurano nel nuovo elenco bastato sui cosiddetti codice Ateco, ma che erano già oggetto di precise indicazioni nel precedente Decreto dell’11 marzo. Viene quindi da chiedersi cosa cambia in sostanza per i cittadini? Salvo interpretazioni e/o decisioni diverse da parte delle catene commerciali (alcune hanno infatti già deciso di chiudere i loro punti vendita a prescindere dai Decreti), in effetti non si dovrebbero notare molte differenze. Si troveranno aperti farmacie e parafarmacie, negozi di alimentari e supermercati, tabaccherie e centri commerciali, magari con “zone rosse” (il termine va di moda) per vietare al pubblico l’acquisto di determinati prodotti. Già, perché, all’epoca del Coronavirus, se entri in un centro commerciale per comprare una lampadina, non ci sono problemi. Ma se per caso hai rotto il lampadario, nessuno (forse) te ne venderà uno nuovo. Si dirà: giusto così, altrimenti finisce che si va al centro commerciale non per necessità, ma per divertimento. E, forse, sta proprio qui la sconfitta vera: quella del buonsenso (e senso civico). Che, soprattutto all’epoca del Coronavirus, è l’unica merce davvero rara.

pulsante torna su