Ultime notizie:

  data news Oggi L'ANGOLO DI DANIELE LA CORTE        data news Oggi Minacce e insulti sul web, sotto scorta il governatore Fontana        data news Oggi Conte "Un piano strategico per trasformare crisi in opportunita'"        data news Oggi REGIONE LIGURIA, SENAREGA: APPROVATA LEGGE DELLA LEGA SULL'ISTITUZIONE DEL GARANTE PER LE VITTIME DEL REATO        data news Oggi APP IMMUNI, PRESIDENTE pIANA E CONSIGLIERE REGIONALI LEGHISTI: NOI NON LA INSTALLEREMO       

AK INFORMA:IL CENTRO STUDI SUL MARE DI SAVONA LANCIA L’ALLARME PLASTICA

data news
TUE 12 May | Notizie - Informazione
AK INFORMA:IL CENTRO STUDI SUL MARE DI SAVONA LANCIA L’ALLARME PLASTICA

Il Mar Ligure e il Mar Tirreno stanno “affogando” nella plastica e soprattutto nelle microplastiche, le quali sono spesso scambiate dai pesci come plancton. Non solo, ma la plastica abbandonata in mare produce gas serra. A tal proposito la rivista scientifica Science ha recentemente pubblicato uno studio sullo stato di salute del Mediterraneo e in particolare del Tirreno, sottolineando il serio pericolo della presenza di plastica e microplastica per tutta l’ittiofauna e, di conseguenza, per chi si nutre del relativo pescato. Oltre a ciò i membri del Centro Studi di Savona sono venuti a conoscenza dello studio di alcuni ricercatori dell'Università delle Hawaii che ha dimostrato che la plastica abbandonata come bicchieri, buste e cannucce monouso disperse nell'ambiente contribuisce anche al riscaldamento globale: degradandosi, infatti, questa plastica produce gas serra come metano ed etilene. Il metano in particolare è molto più potente dell'anidride carbonica come gas serra e, quindi, concorre anch’esso all'innalzamento della temperatura del pianeta. In particolare, scrivono i ricercatori, “il polietilene è usato per le borse della spesa, è il più prodotto e comune tra i rifiuti di polimeri sintetici, ed è anche il produttore più prolifico di entrambi i gas”. I rifiuti di polietilene a bassa densità (Ldpe) trovati in mare usati per imballaggi e confezioni di alimenti, vengono 'innescati' una volta esposti alla luce del sole e continuano a produrre gas anche di notte. Le fratture che si creano con l'esposizione alla luce, spiegano gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Plos One, col tempo aumentano la superficie esposta alla degradazione foto-chimica, e quindi accelerano la produzione dei gas. Il Centro Studi di Savona a così inviato il documento al Ministero dell’Ambiente al fine di sollecitare un eventuale intervento per ridurre definitivamente la plastica nei nostri mari.

FONTE: Accademia Kronos

pulsante torna su