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ALASSIO MARCO MELGRATI SCRIVE UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI

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MON 2 Mar | Notizie - Attualità - Alassio
ALASSIO MARCO MELGRATI SCRIVE UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI

Caro Presidente dott. Silvio Berlusconi,
ho ritenuto un obbligo scriverLe questa lettera aperta, in qualità di Sindaco (seppur sospeso per la
famigerata legge Severino, che Lei ben conosce, per 3.800 euro di spese ai tempi del mio incarico di
Capogruppo Regionale di Forza Italia, che secondo la Legge Regionale e le consuetudini erano
assolutamente legittimi, e che comunque anche se fossero stati irregolari non vi è stato
assolutamente il dolo, necessario per configurare il reato che mi è stato contestato in primo grado
dal Tribunale di Genova), e in qualità di Commissario di Forza Italia della Provincia di Savona, per
protestare vivamente su come è stato trattato il nostro Comune di Alassio durante una trasmissione
televisiva condotta dalla sig.ra Barbara D’Urso su un programma delle reti Mediaset.
Infatti, durante la puntata di Pomeriggio cinque andata in onda venerdì 28 febbraio, c’è stata
un’intervista con signora (figlia di 2 anziani,"chiusi in quarantena" in albergo, perché è stato
acclarato un caso di Corona Virus, e quindi sono scattate le misure di prevenzione) che si è
permessa di dire falsità su quanto è successo ad Alassio, che hanno pesantemente danneggiato
l’immagine della Nostra Città.
Ecco invece come si sono svolti i fatti:
Sabato mattina (22.02) l’assessore alla Protezione Civile Avv.to Franca Giannotta riceve una
telefonata da Cesare Caviglia, responsabile della Protezione Civile di Alassio, che La informa della
presenza presso l'Hotel Belsit di un gruppo di persone provenienti da Castiglione D'adda e delle
condizioni di salute di una di queste persone (febbre)...L’assessore ha subito informato il
viceSindaco Angelo Galtieri e ha chiamato, insieme al dott. Giampaolo Merello (un medico di base
di Alassio Salute) la dott Frumento responsabilie dell'Ufficio Igiene di Albenga, chiedendole di
venire a fare il tampone alla signora che riferiva stato febbrile. La stessa aveva risposto, nonostante
l’assessore insistesse nel fatto che i turisti provenissero da quella zona oggetto di attenzione per casi
di Corona Virus, che non era necessario perchè la paziente aveva lamentato al 112 solo sintomi
influenzali. Il giorno dopo sempre l’assessore Giannotta si è sentita con il sindaco di Castiglione d'
Adda, il quale mi informava che alcuni sei suoi concittadini facevano parte di un corso di
ginnastica dolce composto da persone che avevano frequentato il bar da cui era partito il focolaio.
L’assessore ha chiesto al sindaco di Castiglione d' Adda di comunicare ciò in modo ufficiale.
La domenica, con l'aiuto della dott. Di Marco, Direttore Generale del Comune di Alassio e del
funzionario comunale Furia l’Assessore Giannotta ha mandato una pec al dipartimento di
prevenzione informando di tale circostanza, allegando la lettera del sindaco di Castiglione.
Il giorno dopo hanno chiamato dall' Asl riferendo che hanno valutato meglio la situazione che
sarebbero venuti a prendere la signora per eseguire il tampone. Nel frattempo la Giunta Comunale
ha comunque preparato una bozza di ordinanza per essere pronti in vista della quarantena. Il giorno
25 verso le 12 dall’Asl hanno comunicato che il tampone era negativo, salvo poi rettificare circa
20 minuti dopo: era positivo.
Al che il Comune ha messo in moto tutta la macchina e in collaborazione con l’assessore Regionale
alla Protezione civile Giampedrone predisposto l'ordinanza e notificato la stessa. L’assessore
Giampedrone ha assicurato per la serata del 25 la cena e la colazione per il giorno dopo. La cena è
consistita in un panino, mezzo litro d'acqua. Non siamo sicuri se ci fosse anche la frutta.
Nella stessa serata del 25 il Comune ha organizzato la somministrazione dei pasti successivi con la
soc. CIR che si occupa della mensa delle scuole
Dal pasto del 25 sono partiti con la somministrazione dei pasti nel seguente modo: prelevamento
viveri da Cir da parte della Protezione Civile che provvedeva a lasciarli all'esterno dell'albergo
(vicino alla porta di ingresso) in quanto i nostri volontari non avevano dispositivi DPI e non
potevano entrare-
Nota dolente : gli ospiti sono isolati nelle loro stanze e non possono uscire, quindi si è posto il
problema di come fare per distribuire i viveri. Il primo giorno ci siamo fatti aiutare da Albi, un
dipendente del Bel Sit e volontario della croce bianca (in isolamento con altri 19 dipendenti): Albi
ritirava il cibo dall'ingresso, lo posizionava davanti alle porte degli ospiti, bussava e loro si
servivano.
Ovviamente non si poteva andare avanti in questo modo; il giorno dopo , il Comune e la Protezione
Civile sono stati dotati di alcuni dispositivi e l'aiuto di personale dell'ufficio igiene che vestiva i
nostri volontari per consegnare i pasti e li svestiva all'uscita.
Il problema del cibo che arrivava freddo, pertanto, è dovuto al fatto che fino a giovedì, si è dovuto
distribuire i vivere aspettando l'aiuto dei volontari dotati di DPI.
Ovviamente, in tutto questo tempo nessuno ha potuto pulito le stanze e gli spazi comuni, in quanto
anche i dipendenti erano e rimangono isolati (per quello che si può chiamare isolamento, visto che
l'albergo non ha camere per i dipendenti) e d'altra parte non avrebbero potuto perchè vietato.
Il secondo giorno l’ass.re Regionale Giampedrone ha riferito che avrebbe fatto trasferire tutti gli
ospiti: quelli piemontesi in una struttura militare piemontese, quelli lombardi in una struttura
militare a Sanremo, ma nell'attesa di verificare la fattibilità di tale soluzione siamo arrivati a giovedì
senza l'aiuto necessario: Personale specializzato che potesse entrare munito di dispositivi dpi per
pulizia, controllo degli isolati, consegna delle richieste si farmaci ( i primi giorni abbiamo avuto
serie difficoltà a distribuisce i pasti all'interno; presidio medico fisso in quanto tutti gli ospiti sono
anziani e hanno già i loro problemi di salute, non abbiamo potuto rispondere sollecitamente alle
richieste di farmaci, perchè non potevamo entrare a chiedere il tipo di farmaco per ognuno di loro,
ecc... ecc... Siamo arrivati a giovedì in queste condizioni, quindi esasperati, abbiamo inoltrato una
mail via pec a: Regione Liguria, Piemonte, Lombardia, ANCI, Procura della Repubblica di Savona,
Milano, Genova, Ministero dell'interno, della Difesa e della Salute; non avendo riscontro urgente
abbiamo sollecitato il giorno dopo.
Venerdì mattina l’ass.re Reg. Giampedrone ha finalmente comunicato che sarebbero venuti in
Comune per fare un Coc con noi; contemporaneamente ha fatto arrivare tutto quello che abbiamo
chiesto e prima di tutto la coopservice che da venerdì si occupa di pulire e distrubuire i pasti; ora la
situazione è migliorata
Nessuno è rimasto senza cibo, quello che l’amministrazione comunale ha potuto fare credo sia stato
al limite di ciò che poteva fare in queste condizioni di emergenza e di novità (non ci risultano prima
d’ora casi analoghi). Peraltro, sempre l’ass.re Reg. Giampedrone ha detto all’assessore Giannotta
solo giovedì sera che non si potevano usare i volontari di protezione civile perchè non hanno
copertura assicurativa per questa casistica particolare.

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