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LETTERA DI MARCO MELGRATI SINDACO SOSPESO DI ALASSIO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE

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THU 30 Apr | Notizie - Attualità - Alassio
LETTERA DI MARCO MELGRATI SINDACO SOSPESO DI ALASSIO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE

Il mio nome è Marco Melgrati, Sindaco di Alassio “sospeso” per una legge incostituzionale quale la
Severino, che come pena accessoria ad una condanna in primo grado prevede la sospensione per un anno e
mezzo dall’incarico, nonostante la Legge preveda che un cittadino è innocente fino al terzo grado di
giudizio. Condannato in primo grado per 3.800 euro per aver applicato una Legge Regionale legittimamente
approvata, ma che i PM sostengono illegittima, condanna che il Consiglio di Stato, per altri casi analoghi di
colleghi regionali, ha definito illegittima. Incostituzionale come molti dei provvedimenti contenuti nei Suoi
decreti, al di là del fatto che anche un Giurista come l’ex membro della Corte Costituzionale Sabino Cassese
Le contesta il fatto che si è arrogato un potere che non Le spettava, superando le prerogative del Presidente
della Repubblica, del Parlamento e della Corte Costituzionale, invocando un “stato di guerra” che guerra
non è, perché una pandemia è cosa grave ma non è certo una guerra.
Sono stato eletto per la terza volta Sindaco della mia città, a differenza Sua che non è stato mai eletto
da nessuno.
Nella conferenza stampa di domenica sera Lei ha invocato la fase 2. Ma questa fase 2 non si dissocia
molto dalla fase 1. E allora Le voglio dire che gli italiani non ne possono più di questa situazione. Sono allo
stremo, e le categorie imprenditoriali, le partite iva, come comunemente vengono chiamate, sono in
ginocchio, sull’orlo del fallimento. E dei tanto promessi aiuti dello Stato fino ad ora non se ne vede l’ombra!
La cassa integrazione non è ancora arrivata a nessuno, e gli imprenditori, gli albergatori, i ristoratori e i
proprietari di bar continuano a dover pagare i propri dipendenti, in attesa della “manna “ dello Stato che non
arriva!
Che dire poi del finanziamento fino a 25.000 euro concesso a chi guadagna più di 100.000 euro l’anno,
dimenticandosi che in Italia solo 1% della popolazione guadagna al netto più di quella cifra. E che molti
sportelli bancari sono chiusi causa pandemia, e nelle piccole città come la mia non è quindi possibile istruire
la pratica!
Oggi che la pandemia è sotto controllo, che le Terapie Intensive cominciano a svuotarsi, che reparti
di Terapia Intensiva chiudono, o che ospedali come quello nuovo in Fiera a Milano sono quasi vuoti, è ora di
affrontare questa pandemia a viso aperto, confortati dall’esperienza maturata in questi mesi.
Non si può pensare di tenere ancora chiuse tutte le piccole attività commerciali, la filiera dei bar e
della ristorazione. Bisogna aprire e farlo da subito, prima che gli imprenditori non possano più aprire la
serranda per sempre. E pensare che la panacea di tutti i mali sia il take-away per bar e ristoranti è offendere
l’intelligenza e la professionalità di questi imprenditori.
Ormai ci siamo abituati TUTTI a convivere con il possibile contagio... mascherine, guanti, lavaggio
delle mani sono ormai una prassi consolidata, come le distanze interpersonali. Bisogna fare un salto di
qualità, stabilire delle norme, e consentire di aprire le attività, prima che l’Italia fallisca!
Incredibile che ci vogliano più di 400 esperti strapagati per stabilire norme confuse che non portano
da nessuna parte. Come quella che dal 4 maggio si possono visitare i parenti anziani, mettendo a repentaglio
la Loro incolumità e fragilità.

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