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LILIANA SEGRE A MILANO ALLA COMMEMORAZIONE DEL VILLANOVESE ANDREA SCHIVO PRESENTE ANCHE UNA DELEGAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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WED 22 Jan | Notizie - Interviste - Albenga
LILIANA SEGRE A MILANO ALLA COMMEMORAZIONE DEL VILLANOVESE ANDREA SCHIVO PRESENTE ANCHE UNA DELEGAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

“Un incontro intenso ed emozionante quello con Liliana Segre che ha voluto presenziare alla cerimonia in ricordo di Andrea Schivo che si è svolta ieri a Milano. E’ stato un onore conoscerla: sono stato molto colpito dalle parole che ha speso per descrivere il nostro concittadino. La senatrice a vita ha ricordato il grande valore e il coraggio di un uomo che fece un scelta di grande umanità in un periodo di grande terrore, ben sapendo di mettere a rischio la propria vita”.
Così il Sindaco di Villanova d’Albenga, Pietro Balestra che ha guidato la delegazione di villanovesi invitati alla celebrazione ufficiale in ricordo di Andrea Schivo che si è svolta nel carcere di San Vittore davanti al quale è stata posta una pietra d'inciampo in ricordo della guardia carceraria ligure che aiutò gli ebrei rinchiusi nel carcere milanese.
Nel suo intervento il primo cittadino ha tracciato il contesto socio economico della Villanova a cavallo tra 800 e 900 in cui Schivo è cresciuto e i sani principi familiari e morali che lo hanno guidato sino da piccolo.
“E’ giusto che sia stato onorato con la pietra d’inciampo e ricordato con una cerimonia emozionante e colma di quella gratitudine sincera che Schivo merita – ha aggiunto Balestra – Siamo orgogliosi di lui e dei valori che rappresenta e di cui ci sentiamo partecipi. Fino al 27 gennaio, Giorno della Memoria, il nostro ponte d‘ingresso a Villanova d’Albenga sarà illuminato con il tricolore in suo onore e di tutte le vittime dello sterminio nazista. Ci saranno certamente altre occasioni per onorare Schivo perché il suo esempio sia portato alle giovani generazioni. Ringrazio il Presidente Anpi di Milano Roberto Cenati per la cortesia e la collaborazione, l’insegnante del ramo femminile del carcere di San Vittore, Cinzia Chinaglia che ha organizzato il tutto. Siamo lieti che la storia di Schivo e della sua Villanova d'Albenga sia stata portata all'attenzione dei quotidiani e delle televisioni nazionali e locali”.
Alla commemorazione dell’agente di custodia di San Vittore, ucciso il 29 gennaio del 1945 nel lager di Flossenburg c’erano,insieme al primo cittadino di Villanova d’Albenga, il vice sindaco Paolo Cha, l’assessore Franco Scrigna, i consiglieri comunali Gaia Pellegrino e Filippo Morbelli e la direttrice della Biblioteca Maria Grazia Timo. All’evento, organizzato da Associazione CPIA 5 e da Costituzione Viva erano presenti oltre alla senatrice a vita Liliana Segre, il capo del Dipartimento per l’Amministrazione penitenziaria Francesco Basentini, il direttore di S. Vittore Giacinto Siciliano e il presidente del Comitato Pietre d’Inciampo di Milano Marco Steiner.
“L’agente di custodia Andrea Schivo “scelse di essere uomo” a differenza di molti italiani “che si girarono dall’altra parte” – ha detto Liliana Segre per rendere omaggio alla memoria di Schivo. “Gli unici che dimostrarono umanità – ha aggiunto la senatrice a vita – furono i detenuti comuni, poi passarono altri due anni prima di rivedere degli uomini. Fino ad allora vidi solo mostri”.
Assunta Borzacchiello, Direttore ufficio cerimoniale e relazioni esterne del DAP, da anni sta lavorando per raccogliere materiale da utilizzare per la pubblicazione di un libro dedicato alle storie di quegli agenti che hanno pagato con la vita il loro attaccamento al Corpo e la loro straordinaria umanità.
Ecco cosa scrive di Andrea Schivo: “Aveva quasi cinquanta anni dopo un paio di anni avrebbe potuto andare in pensione. Ogni giorno assiste agli stenti di quei prigionieri senza alcuna colpa, nella drammatica attesa di essere trasferiti, in un’alba qualsiasi, in un campo di concentramento. Anche per chi non è prigioniero la vita è difficile, i viveri scarseggiano, si lotta per arrivare la sera con un piatto caldo, ma ‘il secondino’ Andrea Schivo non rimane indifferente o inerte di fronte a quel dolore. Nonostante gli scarsi mezzi a disposizione, con i quali deve mantenere la moglie e la figlia, inizia a portare qualche cosa da mangiare a una famiglia ebrea detenuta al V raggio. Si improvvisa staffetta per recapitare biglietti, abilmente nascosti, tra chi è imprigionato e i familiari rimasti fuori”.

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