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PRATICHE SLEALI NELLA FILIERA AGRICOLA: LE NUOVE NORME DELL'UE

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WED 13 Mar | Servizi - Attualità - Liguria

Nuova Direttiva approvata dal Parlamento Europeo per porre un freno alle speculazioni lungo la filiera produttiva, causate dagli evidenti squilibri di potere contrattuale esistenti tra industria e agricoltori, ai quali arrivano appena 15 centesimi per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi. Non va meglio per il comparto ittico, dove il grossista prende il 20% del valore del pescato, a prescindere dalla quantità di venduto e del costo finale stabilito. È quanto afferma Coldiretti Liguria in riferimento al grande passo avanti compiuto con il nuovo provvedimento e che ora, dopo la formale approvazione da parte del Consiglio dell’UE, dovrà essere recepito dai Paesi membri, per permettere di difendere gli agricoltori dallo strapotere delle grandi catene distributive. La nuova normativa UE prevede, tra l’altro, la cancellazione delle condizioni capestro, dalle vendite last minute degli ordini ai ritardi di pagamento delle forniture alle modifiche non concordate dei contratti fino ai mancati pagamenti per i prodotti invenduti e alle vendite sotto costo e doppie aste. “Si tratta di un passaggio fondamentale – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - per il futuro del settore agroalimentare europeo che riconosce e combatte azioni commerciali inique e immorali: le speculazioni lungo la filiera produttiva vanno a danneggiare pesantemente le aziende agricole ed ittiche. In Liguria solo i prodotti a Denominazione d’Origine quali il Basilico Genovese DOP e l’olio DOP Riviera Ligure, permettono agli agricoltori che vendono il semilavorato all’industria, di avere un guadagno maggiore: il marchio tutela il loro lavoro e il territorio, e garantisce la competitività del prodotto sul mercato.”.

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