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GARIBIZZO E L’OMICIDIO MARCENARO NEL 2001, LA STORIA

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WED 13 Jun | Servizi - Cronaca - Imperia

Nadhir Garibizzo era balzato alle cronache nel 2001, per aver ucciso l’amante Ornella Marcenaro. L’omicidio era avvenuto nello studio medico di Garibizzo in via Bonfante. L’omicida aveva chiuso il cadavere in un baule e, facendosi aiutare da un parente inconsapevole, convinto che nel baule vi fossero dei libri, lo aveva caricato in auto. Garibizzo aveva quindi gettato il cadavere della donna in un casolare abbandonato fra Aurigo e Poggialto, ma era stato fermato poco distante dai carabinieri nell’intento di incendiare dei documenti della donna. I militari, convinti di aver finalmente acciuffato il responsabile di uno dei tanti incendi che affiggano il nostro entroterra, lo avevano arrestato con l’accusa di incendio doloso. Pochi giorni dopo aveva raccontato la verità al suo avvocato, Bruno Santini, che lo aveva convinto a confessare. Nadhir Garibizzo aveva accompagnato l’allora procuratore Bruno Novella in giro per la valle Impero a recuperare il cadavere e tutti gli oggetti legati al delitto che aveva disseminato da Cesio a Pieve di Teco. Per quel delitto, Nadhir Garibizzo era stato radiato dall’ordine dei medici e condannato in primo grado a 15 anni, ridotti a 12 in appello, ma era tornato libero dopo soli 10 anni, nel 2011, beneficiando della buona condotta e dell’indulto. Negli ultimi tempi Garibizzo aveva avviato una serie infinita di cause civile ed era arrivato a fare sposti anche contro giudici e avvocati. L’episodio che lo ha visto protagonista ieri si lega proprio a quest’ultima serie di vicende. Garibizzo voleva probabilmente punire per motivi noti soltanto a lui l’avvocatessa Elena Pezzetta, ora rappresentata dalla collega Katia La Corte.

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