A Loano la mostra ‘In treno con Teresio’ sui deportati politici italiani da Bolzano a Flossenburg nel settembre 1944

A Loano la mostra ‘In treno con Teresio’ sui deportati politici italiani da Bolzano a Flossenburg nel settembre 1944

Si terrà oggi alle 15 l’inaugurazione de “In treno con Teresio”, la mostra promossa dalla sezione di Savona e Imperia dell’Aned, dalla sezione “Renato Boragine” di Loano dell’Anpi e dedicata ai deportati politici italiani da Bolzano a Flossenburg nel settembre 1944. All’inaugurazione sarà presente l’onorevole Emanuele Fiano, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Fossoli. Attraverso documenti, testimonianze e disegni (in particolare di Teresio Olivelli e Vittore Bocchetta), verranno ripercorse le vicende dei deportati del “Trasporto 81”, per non dimenticare il tema della deportazione politica, spesso trascurata, e sensibilizzare le nuove generazioni. La mostra, realizzata da Maria Antonietta Arrigoni e Marco Savini per l’Aned di Pavia, ricostruisce le vicende dei 432 deportati del “Trasporto 81”, il lungo convoglio di carri merci stipati di prigionieri partito da Bolzano il 5 settembre 1944 e arrivato due giorni dopo al lager di Flossenbürg in Alta Baviera. Il “Trasporto81” era un convoglio di deportati italiani, tra i quali figuravano molti antifascisti, membri dei Comitati di Liberazione Nazionale (Cnl), militari ed ufficiali che non avevano aderito alla Repubblica Sociale, operai che avevano partecipato agli scioperi del marzo 1944 e intellettuali come Teresio Olivieri, rettore del Collegio Ghiglieri di Pavia. Numerosi, sul convoglio, furono anche i partigiani facenti parte diverse formazioni combattenti del nord Italia. Tra di loro spicca la figura di Teresio Olivelli, esponente di area cattolica che è stato ricordato praticamente da tutti i superstiti, come esempio di difesa della propria e altrui umanità nel lager. Tra i deportati anche Eugenio Pertini, fratello del presidente della Repubblica Sandro, Andrea Schivo, nativo di Villanova d’Albenga, e alcuni scampati alla strage di Voze di Noli. Tutti non fecero ritorno a casa. La mostra ricostruisce la biografia dei deportati attraverso una pluralità di fonti (comprese quelle prodotte dai deportati stessi) non trascurando il ruolo culturale e letterario della memorialistica, vista come contributo storico alla conoscenza del vissuto nel lager. La mostra vuole valorizzare la deportazione politica dall’Italia, spesso poco considerata. La mostra, realizzata dall’Aned di Pavia, è stata ospitata in vari luoghi del Paese, tra i quali Sanremo, Pavia e Milano ed altri contesti universitari. L’esposizione di Loano gode del patrocinio del Comune di Loano, della Provincia di Savona, della Regione Liguria, dell’Ufficio Scolastico Regionale, dell’Isrec di Savona. La mostra, allestita nella Sala del Mosaico di Palazzo Doria fino al 4 febbraio, sarà aperta dal lunedì al venerdì negli orari di apertura degli uffici comunali, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Per visite guidate è possibile scrivere a anpi.loano@tiscali.it o savona.aned@gmail.com.