“Le Notti del Vino” di Ranzo, l’evento che esalta le eccellenze del territorio
Sotto un cielo che la notte di San Lorenzo ha reso ancora più complice, il borgo di Ranzo si è acceso, lunedì 10 agosto, di calici levati, profumi di cucina del territorio e note di musica dal vivo. «Le Notti del Vino», organizzata dalla Pro Loco in stretta collaborazione con il Comune di Ranzo, ha richiamato nella “città del vino” un pubblico numeroso di turisti e appassionati, confermandosi un’autentica wine e food experience capace di far vivere la vera Liguria enogastronomica.
Protagonisti della serata i dieci produttori vitivinicoli del territorio — Michele Alessandri, A Maccia, Bruna, Daniele Ronco, Davide Guido, Guidi Fiorenzo, La Casetta, Massimo Alessandri, Paolo Deperi e U Mattà di Luca Deperi — che ai banchi d’assaggio, affiancati dai sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier), hanno raccontato e versato il Pigato, il “principe” dei bianchi della “terra di Colombo”. A completare l’itinerario del gusto, una proposta gastronomica capace di spaziare dall’agriturismo alla trattoria, dal ristorante fino a quello segnalato dalla Guida Michelin: l’Agriturismo La Fattoria, la Trattoria da Nadia, il Ristorante Moisello e il Ristorante Il Gallo della Checca, presente nella Guida Michelin da oltre vent’anni. La colonna sonora della serata è stata affidata ai Folken Rouge. Dalle 22:00, con i telescopi del G.A.V.I. (Gruppo Astrofili Volontari Ingauni) puntati sul cielo, il pubblico ha potuto ammirare la Luna e le stelle cadenti; a chiudere la notte, dalle 23:00 all’1:00, la “Wine Night” con il DJ set di Dj Sabio e il debutto assoluto dei cocktail a base di Pigato di Ranzo.
«Il successo de “Le Notti del Vino” non è un episodio isolato, ma il tassello più recente di un progetto di destinazione che negli ultimi anni ha messo la valorizzazione enogastronomica al centro della strategia di rilancio turistico ed economico di Ranzo. Città del Vino e Città dell’Olio, il piccolo comune dell’entroterra imperiese ha scelto di raccontarsi come Porta dell’Alta Valle Arroscia: un territorio in cui il Pigato e l’olio extravergine di olive taggiasche diventano leva di attrattività, capace di portare un pubblico che altrimenti si fermerebbe sulla costa. I numeri nazionali ci danno ragione: secondo il Rapporto di Roberta Garibaldi con Ascovilo e The Data Appeal Company, nel 2026 saranno 18 milioni gli italiani coinvolti in esperienze enoturistiche, con un enoturismo che secondo Nomisma Wine Monitor vale oggi oltre 3 miliardi di euro. E sono proprio le aree interne a beneficiarne di più: le ricerche della stessa Garibaldi indicano che il 58% degli italiani sceglie l’enogastronomia come motivazione di viaggio, un dato che spiega perché puntare sui piccoli borghi come Ranzo sia oggi una scelta strategica e non più di nicchia» — spiega Franco Laureri, responsabile del progetto «Ranzo Is Wine».
«Il vino non è soltanto un prodotto: è cultura, identità, paesaggio, il risultato di un equilibrio tra uomo e natura che va custodito e valorizzato. Il Pigato di Ranzo racconta un territorio unico, capace di distinguersi ben oltre i confini regionali, ma soprattutto racconta una comunità che ha saputo credere nelle proprie potenzialità e fare squadra. Il mio ringraziamento va alla Pro Loco di Ranzo, ai consiglieri comunali, ai dieci produttori vitivinicoli, ai ristoratori, ai sommelier AIS, ai Folken Rouge, al G.A.V.I. e a tutti i volontari che hanno reso possibile una serata capace di tenere insieme vino, cibo, musica e cielo stellato: la sintesi più autentica dell’accoglienza dell’Alta Valle Arroscia» — sottolinea il sindaco di Ranzo, Giancarlo Caccio’.