Successo straordinario per la mostra su Giuseppe Guidi ad Alassio: oltre 400 persone all’ex Anglicana per riscoprire il maestro di Castel Bolognese

Successo straordinario per la mostra su Giuseppe Guidi ad Alassio: oltre 400 persone all’ex Anglicana per riscoprire il maestro di Castel Bolognese

Oltre 400 persone, tra appassionati d’arte e turisti, anche stranieri, hanno visitato, in una settimana la mostra antologica “Giuseppe Guidi (1881-1931) – Il segno e l’alchimia”, allestita nella suggestiva cornice dell’Ex Chiesa Anglicana di Alassio. Studenti dell’Alberghiero e anche ospiti degli alberghi della città del Muretto hanno ammirato le opere dell’artista originario di Castel Bolognese, testimoniando il profondo interesse che la sua figura continua a suscitare. “È stato un vero e proprio successo di pubblico e di critica la mostra che si chiuderà martedì 27 ottobre”, affermano Piera e Antonella Olivieri che hanno promosso l’evento grazie anche all’Associazione Amici di Borgo Coscia di Alassio. “L’iniziativa – proseguono le sorelle Olivieri – ha avuto contatti e collaborazioni di rilievo con le scuole del territorio e le associazioni locali, attivamente coinvolte in percorsi di visita guidata e approfondimento didattico. Ciò che rende la mostra un appuntamento scientifico e culturale di livello eccezionale è il fatto che la maggior parte delle opere esposte viene presentata al pubblico per la prima volta in assoluto”.

Il percorso espositivo, infatti, offre una panoramica completa sulla straordinaria versatilità tecnica di Guidi, esponendo smalti, acqueforti, disegni, schizzi preparatori, oltre a lettere autografe, telegrammi e cimeli personali dell’artista. Tra questi spicca il nucleo dedicato ai temi francescani per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e per il Giubileo Francescano.. Un capitolo di immenso valore storico e collezionistico è rappresentato dalle lastre incise originali. Di norma, le lastre venivano biffate (ossia solcate o sfigurate) dagli artisti dopo la tiratura per impedirne la ristampa. Guidi, tuttavia, scomparve prematuramente senza aver avuto il tempo di effettuare questa operazione. Un patrimonio intatto che è giunto fino a noi grazie alla cura e alla devozione della moglie dell’artista, la quale conservò gelosamente l’intero archivio e la collezione di famiglia durante il trasferimento da Milano ad Alassio insieme alla figlia Camilla “Milla” Guidi.

L’esposizione ad Alassio rappresenta la conferma del valore nazionale della produzione dell’artista di Castel Bolognese dive si conserva il nucleo museale permanente donato dalla figlia Milla Guidi e dal marito Emanuele “Nello” Aicardi (storico giornalista e figura di riferimento della cultura alassina, di cui ricorre il 15° anniversario della scomparsa).

I legami illustri di Guidi – a partire dal rapporto di profonda stima con Gabriele d’Annunzio, che volle diverse sue opere al Vittoriale degli Italiani – testimoniano la statura di un maestro il cui corpus artistico unisce oggi la Romagna e la Liguria all’interno della memoria culturale italiana.