Ovidio, poeta delle “Metamorfosi” e dell’”Arte di amare”, al centro della lectio al Teatro Cavour di Imperia
Ovidio, poeta delle “Metamorfosi” e dell’”Arte di amare”, è al centro della lectio che Corrado Bologna tiene mercoledì 4 novembre 2026, ore 18, nella sala Ridotto del Teatro Cavour di Imperia. È il prossimo appuntamento della Stagione 26/27 diretta da Sergio Maifredi, che ha ideato il progetto “Le parole volano” a cura di Bologna, già docente di Letterature romanze medievali e moderne alla Scuola Normale Superiore di Pisa, in cui si inserisce questo incontro. Il primo ciclo è dedicato ai “Classici antichi” e dopo il seguitissimo e applaudito intervento su Orazio, prosegue ora con un altro scrittore latino, Ovidio. «Il nostro tempo -afferma Bologna – riscopre Ovidio, soprattutto il poeta erotico dell’”Arte di amare” e dei “Rimedi contro l’amore”, la lirica “didascalica” più leggera e galante dell’antichità: sedurre è un’arte, una tecnica, che va appresa con eleganza e spregiudicatezza. Ma Ovidio è stato anche uno dei massimi mitografi del mondo classico, studiato e commentato nel Medio Evo. Vittorio Sermonti, finissimo traduttore del poema, ha definito le “Metamorfosi” ‘uno dei grandi repertori di simboli e miti che il mondo antico forniva alla folle immaginazione di Dante’, ‘un repertorio illimitato di simmetrie e parallelismi, temi e tipologie’. L’Ovidio delle “Metamorfosi” e di qualcuna delle “Eroidi” dimostra un grande talento di narratore, di pittore del meraviglioso, di psicologo attento a cogliere aspetti delicati dell’anima femminile». Però qualcosa di grave dovette accadere alla corte imperiale: di colpo il poeta cadde nell’ombra e fu condannato all’esilio, sulle sponde del Mar Nero, dove rimase fino alla morte. «”Verba volant, scripta manent”: “Le parole volano, gli scritti rimangono”, suona un adagio latino diffuso lungo i secoli. L’idea di fondo – spiega Bologna – è che la scrittura ha il potere di preservare e di trasmettere verso il futuro le idee che gli uomini fissano perché il tempo vorace non le cancelli per sempre. Così nasce la letteratura, forma suprema della scrittura. Ogni civiltà genera forme letterarie in cui si rispecchia, identificando in un “cànone dei classici” la propria tradizione, ossia la propria identità. Ma occorre leggere e interpretare i testi per restituire alla scrittura quel “volo”: la leggerezza, la vita». Gli incontri sui “Classici antichi” si concludono mercoledì 11 novembre con la lectio di Corrado Bologna su Lucano. Biglietti 10 euro intero, 5 euro abbonati; abbonamento ai 3 incontri 15 euro ridotto. On line su www.mailticket.it o alla biglietteria del teatro in via Felice Cascione 35, aperta dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12, il mercoledì anche alle 17.30 alle 20, telefono 0183 1940197, mail biglietteria@teatrocavour.it. Informazioni su whatsapp 3792005820.