Grandi infrastrutture ferroviarie e porto, la Regione sfrutta al massimo le risorse del Pnrr

 “Regione Liguria sta investendo moltissimo su tutti i settori di competenza del PNRR, dalle grandi infrastrutture ferroviarie al porto fino alle reti di Ospedali di Comunità e Case di Comunità. Stiamo facendo il nostro lavoro e non sarà Regione Liguria a rallentare il Pnrr. Anzi, se ci saranno più soldi per interventi contro il dissesto idrogeologico, per la depurazione delle acque e per il ciclo dei rifiuti saremo pronti a utilizzarli, come abbiamo scritto qualche settimana fa al ministro Fitto. Aspettiamo la rinegoziazione europea e i criteri di RePower Eu per vedere se potremo fare più di quello che stiamo facendo: le risorse che abbiamo le stiamo già utilizzando”. Così il presidente della Regione Liguria, intervenuto oggi all’Assemblea pubblica di Spediporto.
“Io credo che il Pnrr, per come è stato pensato dalla stessa Europa abbia in sé delle limitazioni, delle rigidità e delle velleitarietà – aggiunge il governatore – che non ci consentono di utilizzarlo al meglio. A questo si aggiunga il fatto di aver talvolta costruito filiere che tengono poco conto delle istituzioni del territorio e in particolare delle Regioni: questo non favorisce un monitoraggio e un coordinamento attento, se non in alcune Regioni, come la nostra, in cui c’è un rapporto molto stretto tra esponenti del governo nazionale e le istituzioni territoriali. Aggiungo una considerazione che a mio avviso vale non solo per il Pnrr ma anche per gli altri fondi europei, la cui logica è unificare il Paese e limitare zone di sviluppo molto diverse tra loro: la prima allocazione delle risorse va fatta tenendo conto di chi ha bisogno di crescere di più ma poi, se le risorse rimangono inevase e rischiano di dover essere restituite, serve una grande call nazionale per vedere chi ha dei progetti pronti a partire, dando i soldi a chi ha capacità di spesa. Questo ci consente non solo di usare tutti i fondi che abbiamo ma anche di raggiungere anche un secondo obiettivo, ancora più importante: la possibilità di cittadini di giudicare le proprie classi dirigenti”. “A Genova e in Liguria – prosegue il presidente della Regione – si sta facendo quello che per troppo tempo non è stato fatto e cioè instaurare un dialogo tra Istituzioni e mondo delle imprese per costruire un sistema efficiente. Le Istituzioni stanno cercando di dare al mondo delle imprese, nel tempo più breve possibile, tutte quelle infrastrutture che servono per rendere il nostro porto sempre più competitivo, la nuova Diga, le banchine più moderne, la banchina unica a Sampierdarena, i binari in porto, il Terzo Valico. Ma oggi – conclude – dobbiamo anche lavorare per costruire le professionalità del futuro. Sul mercato del lavoro e la programmazione dei fondi europei ci giochiamo un pezzo importante dello sviluppo dei prossimi anni”.

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