La Liguria dà la propria disponibilità per un Cpr per migranti

“Abbiamo già dato al ministro Piantedosi la disponibilità a collaborare per dare un’ordinata risposta a una crisi che non è risolvibile in pochi giorni e neppure esclusivamente a livello nazionale”.

Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti parlando della disponibilità a realizzare anche in Liguria un Centro per il rimpatrio (Cpr) dei migranti. “I Cpr hanno molto senso se aumentano gli accordi di rimpatrio, sono importanti, ma lo sono tanto quanto saremo in grado di attivare accordi di reimmissione degli immigrati negli Stati d’origine. Al momento riportiamo i cittadini solamente in Tunisia, Egitto e Nigeria ed è una piccola parte di coloro che arrivano”, aggiunge Toti. “Dopodiché, una volta che questi signori sono arrivati, soprattutto per quanto riguarda i richiedenti asilo – prosegue – io credo che si debbano individuare anche politiche di integrazione che permettano loro, dato il lungo periodo di stazionamento sul nostro territorio, di integrarsi, al di là delle accoglienze temporanee che il governo può dare”. “Dove collocare il Cpr lo deciderà la prefettura, ne parleremo. Abbiamo sentito la premier dire zone a bassa antropizzazione facilmente raggiungibili: le autorità di polizia ci faranno delle proposte. Noi abbiamo dato a Piantedosi ampia disponibilità, perché è un tema di emergenza nazionale: nessuno può fare un passo indietro. Abbiamo dato disponibilità dei porti e anche ai Cpr”. Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti. “Chiunque pensi di tirarsi indietro, di non partecipare a questo sforzo o di trovare soluzioni miracolistiche, che sono state più volte proposte senza risultato, sbaglia, da destra e da sinistra”.

   Sindaco Ventimiglia, serve un Cpr qui vicino 
 “Sul Cpr condivido la linea del Governo. Da tempo sostengo questa iniziativa. Serve in Liguria e serve vicino a Ventimiglia, ma l’ho detto anche ad Anci nazionale, serve a tutti i Comuni italiani, perché è un luogo in cui portare fuori dalle nostre città gli irregolari, chi delinque, chi commette reati, chi non ha intenzione di integrarsi e chi non può accedere ai sistemi di accoglienza”. Lo dichiara il sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro intervenendo sull’emergenza migranti al confine con la Francia e sull’inasprimento dei controlli da parte delle autorità transalpine, che alla frontiera di Ponte San Ludovico stanno realizzando un centro di smistamento degli stranieri irregolari, in vista del massiccio afflusso da Lampedusa. “Chiediamo un Cpr in Liguria, che sia il più vicino a Ventimiglia, ma per una semplice questione logistica”, spiega il primo cittadino. A Ventimiglia, infatti, non potrebbe essere realizzato, perché “il Governo sta cercando strutture dismesse già in possesso dello Stato ed ha incaricato la Difesa di trovare queste aree, che tuttavia non esistono nella nostra città”. La realizzazione di un nuovo Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) è necessaria, a detta di Di Muro, perché: “ogni volta che si trasferisce un migrante nei Cpr, oltre ai costi, vengono sottratte forze dell’ordine per i giorni di trasferimento e, quindi, territori già difficili vengono privati del presidio”. Ma non è tutto. “Credo che oggi ci siano pochi Cpr. Il più vicino a noi, a Torino, è addirittura fermo per lavori di ristrutturazione, quindi è necessario trovare un’alternativa per alleggerire il peso migratorio a Ventimiglia”.

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