Grande successo dell’iniziativa dell’Istituto di Studi Liguri per la Colombera ad Albenga

Per due pomeriggi, sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre, alla Colombera si è parlato di storia, di ambiente, di valorizzazione del nostro territorio.

La Sezione Ingauna dell’Istituto di Studi Liguri ha organizzato, per i suoi soci e per tutti gli amici e amanti del nostro patrimonio naturale, storico e artistico, la visita a uno dei più affascinanti edifici legati alla città, quella “Colombera” che, andata in lento grave abbandono nel secolo scorso, ha finalmente ritrovato la sua bellezza originaria e destinazione di alto livello, consona al suo valore. La partecipazione, su prenotazione, è stata amplissima, con più di 70 partecipanti per ogni visita e un centinaio di richieste rimaste purtroppo inevase.

Posta in una valletta con la vegetazione mediterranea intatta, raccolta e aperta sullo scenario del mare con l’isola Gallinaria al centro, la dimora è cresciuta su un edificio tipico dell’economia agricola quattro-settecentesca, appunto una “colombera” destinata all’allevamento dei colombi; costruita probabilmente alla fine del Quattrocento dalla famiglia Noberasco di Albenga, acquisita nella seconda metà del ‘500 dalla cospicua famiglia alassina Ferrari, poi marchesi Ferrero Gubernatis, la Colombera è stata illustrata con immagini che documentano la storia dell’edificio e della proprietà nonché la diffusione delle colombere nel nostro territorio: alcune conglobate come questa in edifici signorili, altre ancora intatte, alcune restaurate, sono tra i tanti monumenti da conoscere e preservare.

Ciò è avvenuto con la nostra Colombera da parte degli attuali proprietari, la famiglia Deperi, artefici di salvataggio e riqualificazione ambientale e culturale, che hanno riportato monumento e paesaggio all’antico valore e destinazione, con la ricostruzione accurata dell’arco delle fasce e l’impianto della vigna, come era fin dal medioevo: proprietari cui l’Istituto è anche grato per il raffinato aperitivo offerto nelle due serate.

La Colombera costituisce un salvataggio e un recupero che sono un esempio, e, lo speriamo, filo conduttore di iniziative volte allo studio, alla tutela e alla fruizione dell’immenso patrimonio della nostra terra, per un turismo culturale e naturalistico, anche rivolto ai prodotti del territorio.

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