Il sindaco di Alassio Marco Melgrati segnala criticità della fisioterapia ambulatoriale nel soddisfare i bisogni della popolazione

Il sindaco di Alassio Marco Melgrati segnala criticità della fisioterapia ambulatoriale nel soddisfare i bisogni della popolazione

Il sindaco di Alassio Marco Melgrati ha inviato una lettera all’Assessore alla Sanità della Regione Liguria Angelo Gratarola, sottolineando forte preoccupazione nell’ambito della fisioterapia ambulatoriale.

Di seguito si riporta il testo della missiva:

Chiarissimo Assessore Angelo Gratarola,
 
Le trasmetto questa missiva come un’accorata richiesta di intervento nell’ambito della fisioterapia ambulatoriale, in quanto – come ho avuto modo di documentarmi da varie fonti autorevoli e come in parte ho potuto sperimentare anche personalmente – vi sono delle criticità in questo campo così fondamentale per la salute e il benessere delle persone di cui sono fortemente preoccupato.  

A partire dal fatto che, nonostante si faccia l’impossibile per effettuare le visite urgenti entro 10 giorni, secondo la Legge, essendo il numero di pazienti molto elevato resta il problema di eseguire le cure riabilitative prescritte in quanto ogni centro fisioterapico accreditato ha un numero di fisioterapisti proporzionato al budget annuale assegnato dalla ASL, che va spalmato nei 12 mesi.
Tale criticità ovviamente si ripercuote negativamente sulle patologie croniche, per cui i tempi di attesa tra la visita e l’inizio della fisioterapia diventano biblici. Per conseguenza – come si può ben immaginare – il paziente affetto da patologia cronica non riesce ad avere risposta adeguata ai propri bisogni di cura e con alta probabilità andrà incontro ad un peggioramento con necessità di cure riabilitative urgenti. Un circolo vizioso che produce un progressivo peggioramento della situazione!

Va inoltre detto che un paziente che effettua una visita Fisiatrica oggi ed esegue le cure fisioterapiche dopo 6 mesi non è ragionevolmente lo stesso paziente, per cui dovrebbe nuovamente essere sottoposto a controllo prima di effettuare le cure proposte in prima istanza.

La difficoltà di dare una risposta adeguata a chi necessita di cure fisioterapiche nasce soprattutto da un nomenclatore tariffario nazionale per il rimborso delle prestazioni fisioterapiche fermo al 1996 e da un taglio di circa il 30% dei budget operato dal 2011 in poi.

Tali condizioni non permettono ai centri ambulatoriali accreditati di aumentare il numero di fisioterapisti né di soddisfare le loro richieste economiche per le prestazioni svolte, da cui ne scaturisce una ridotta risposta alle necessità della popolazione. Vi sono, inoltre, aree territoriali totalmente scoperte di centri fisioterapici ambulatoriali, per esempio da Andora a Savona, per cui risulta evidente la sproporzione tra bisogno e risposta nelle cure fisioterapiche ambulatoriali.

Le lunghe attese producono disagio, ma anche rabbia, nei pazienti, che immancabilmente riversano il loro malessere alle segreterie dei centri fisioterapici, ritenendoli responsabili dei ritardi nell’eseguire le cure prescritte.

Da quanto esposto si deduce chiaramente che la richiesta di cure riabilitative non può essere soddisfatta a causa della progressiva riduzione della spesa sanitaria, in questo settore già irrisoria, anche per l’anacronistico rimborso delle prestazioni fermo al 1996 oltre che per un cresciuto ed ancor crescente bisogno nella popolazione.

Va tenuto conto che molte più patologie degenerative e traumatiche artromuscolari oggi trovano soluzione nelle cure fisioterapiche, evitando terapie chirurgiche più costose in termini economici e di salute.

Altro capitolo di criticità riguarda la prenotazione della visita Fisiatrica attraverso il CUP. Al paziente spesso non è chiaro che dove effettua la visita deve obbligatoriamente eseguire le cure proposte, anche se risiede a molta distanza dal centro di fisioterapia. Frequentemente pazienti non urgenti vengono prenotati con richiesta di visita entro i 10 giorni, intasando la lista d’attesa  per patologie da curare con urgenza. Tutto ciò produce un disagio e un disservizio, che nella prenotazione effettuata direttamente al centro più prossimo alla residenza del paziente non si verificava, in quanto l’accettazione dei centri fisioterapici hanno sempre previsto liste d’attesa per la visita differenti, secondo le caratteristiche d’urgenza del paziente chiarite nel triage telefonico.
Se il Cup rappresenta un filtro per controllare gli accessi alla fisioterapia ed il conseguente controllo della spesa sanitaria, risulta evidentemente inutile tenendo conto che ogni centro fisioterapico ambulatoriale ha un budget annuo prefissato oltre il quale le prestazioni in eccesso effettuate non verrebbero comunque rimborsate dalla ASL.

Per concludere, spero che con il Suo autorevole intervento si possano trovare al più presto delle soluzioni per porre fine a queste gravi criticità.

Nel ringraziarla per l’attenzione e certo di un Suo pronto interessamento sul problema, Le porgo i miei più cordiali saluti e auguri di buone Feste.

Il Sindaco di Alassio

Arch. Marco Melgrati