Agroalimentare, CNA: “Un’eccellenza da difendere. Nel Ponente ligure le piccole imprese custodiscono il vero Made in Italy”
L’agroalimentare italiano resta uno dei pilastri del Made in Italy, ma oggi è un settore esposto come non mai alle spinte della geopolitica, dell’instabilità economica e del protezionismo internazionale. A dirlo è l’ultima indagine dell’Area Studi CNA, che fotografa un comparto forte ma vulnerabile, trainato in larga parte da artigiani e microimprese. Italia leader mondiale della qualità L’Italia si conferma prima della classe: 891 riconoscimenti europei tra Dop, Igp e Sgt, più di qualsiasi altro Paese. Quasi un quarto delle produzioni agroalimentari di qualità nel mondo porta bandiera tricolore: un primato globale che nessun altro competitor — Francia compresa — riesce a eguagliare. Un settore che pesa sull’occupazione e sull’identità del Paese Guardando alla filiera nella sua interezza — dalla produzione alla trasformazione, fino alla ristorazione — il sistema agroalimentare conta 324mila imprese, 1,7 milioni di lavoratori e quasi 250 miliardi di fatturato. Un universo produttivo che vale il 7,2% dell’economia nazionale e che contribuisce a un altro fenomeno in forte ascesa: il turismo esperienziale, sempre più attratto dalle eccellenze enogastronomiche e dalla scoperta dei territori. Il cuore del settore? Le piccole imprese Secondo CNA, nella produzione alimentare il 97,8% delle aziende è una micro o piccola impresa. Gli addetti sono oltre la metà del totale, e più del 56% delle attività ha natura artigiana: numeri che spiegano quanto la qualità Made in Italy sia, di fatto, una qualità “artigiana”. Il Ponente ligure: un laboratorio naturale del Made in Italy Nel Ponente ligure questa fotografia nazionale si amplifica. CNA Imperia stima oltre 1.700 imprese coinvolte nella filiera agroalimentare, con più di 8.000 addetti tra produzione, trasformazione, floricoltura, pesca, erbe aromatiche, vino e ristorazione. La provincia continua a distinguersi per eccellenze riconosciute a livello internazionale: l’Olio DOP Riviera Ligure – Riviera dei Fiori, la floricoltura imperiese, patrimonio unico in Europa, le erbe aromatiche, in primis basilico ed essenze pregiate, i vini del Ponente, la pesca artigianale, e un’offerta di agriturismi e ristorazione che fa da traino al turismo enogastronomico. Un mosaico di produzioni che racconta un territorio capace di unire tradizione, biodiversità e saper fare. Export in crescita ma più rischi Nel 2024 l’export alimentare italiano ha toccato 59,8 miliardi di euro, quarto settore per vendite all’estero. A trainare è soprattutto il mercato USA (+11,9%). Ma proprio gli Stati Uniti, con le nuove spinte protezioniste e il fenomeno dell’Italian Sounding, rappresentano oggi una minaccia concreta per le imprese più piccole. Vazzano (CNA Imperia): “Difendere le nostre imprese significa difendere l’Italia” “Il vero Made in Italy nasce nelle botteghe, negli uliveti, nelle aziende familiari. Nel Ponente ligure abbiamo un patrimonio che il mondo ci invidia: olio, fiori, erbe aromatiche, vino, pesca, una ristorazione che valorizza ogni sfumatura del territorio. Sono imprese piccole, spesso piccolissime, ma rappresentano la nostra storia e il nostro futuro. Oggi però sono esposte a rischi enormi: concorrenza sleale, contraffazione, protezionismo, costi in aumento. Come CNA vogliamo una risposta chiara: politiche che proteggano chi produce qualità, che sostengano gli investimenti, che premiano chi valorizza il territorio. Difendere le nostre imprese significa difendere l’Italia.” – Luciano Vazzano, Segretario CNA Imperia Conclusione Il quadro delineato dalla CNA nazionale trova piena conferma nel Ponente ligure: un territorio in cui la qualità è un valore diffuso e la piccola impresa continua a essere il motore più autentico del Made in Italy.