La diocesi di Savona-Noli è in lutto per la morte di don Piero Giacosa

La diocesi di Savona-Noli è in lutto per la morte di don Piero Giacosa

La diocesi di Savona-Noli è in lutto per la morte di don Piero Giacosa (nella foto a sinistra), rettore della Cattedrale Nostra Signora Assunta e parroco della comunità dei Santi Giovanni Battista e Andrea Apostolo, avvenuta oggi presso l’Hospice Centro Misericordia Santa Maria Giuseppa Rossello. Aveva 62 anni e da alcuni mesi combatteva con una malattia che non gli ha dato scampo. Il rosario in suffragio sarà recitato domani, domenica 4 gennaio, alle ore 18 in San Giovanni Battista (dove la salma sarà trasferita dall’hospice), il funerale sarà presieduto dal vescovo Calogero Marino lunedì 5 gennaio alle ore 10 in Cattedrale.

Nato il 29 ottobre 1963, originario di Voze (Noli), don Giacosa era entrato in seminario undicenne, quando esisteva ancora il Seminario Minore, e da seminarista aveva conseguito il diploma presso il liceo classico. Aveva in seguito frequentato la Facoltà di Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Genova, per poi rientrare in seminario come candidato al ministero presbiterale nel 1990. Fu monsignor Dante Lafranconi a ordinarlo presbitero il 28 aprile 1996 in Cattedrale.

La sua prima destinazione fu, come viceparroco, Sant’Ambrogio Vescovo in Varazze, un’esperienza durata tre anni, finché il 1° ottobre 1999 non fu nominato parroco e moderatore delle parrocchie San Michele Arcangelo in Celle Ligure e San Giorgio in Sanda. Alla comunità di Celle Ligure don Piero ha dedicato le sue energie giovanili, accompagnandola, in due fasi distinte, fino al 2019 con grande passione pastorale, partecipando alla vita civile, ecclesiale e anche sportiva (fu presidente della locale squadra di calcio) del territorio e dimostrando sempre acuta intelligenza e attenta sensibilità.

L’altra parrocchia a cui ha legato la propria vita è stata quella savonese dei Santi Giovanni Battista e Andrea, dove ha fatto ingresso il 20 ottobre 2019 (vi aveva già operato da seminarista e diacono con il gruppo giovanile e gli scout), restandovi fino alla morte. Nel 2021 monsignor Marino lo aveva anche scelto come rettore della Cattedrale e prevosto del Capitolo dei Canonici, in sostituzione di don Silvio Delbuono, mancato durante la pandemia. Nel 2024 gli aveva affidato l’incarico di rettore della Chiesa San Raffaele al Porto.

Al tempo del vescovo Domenico Calcagno don Giacosa fu coinvolto in due ruoli importanti, diventando, il 1° luglio 2007, sia prorettore del Seminario Vescovile sia economo diocesano, nomina quest’ultima confermata nel 2012. Per alcuni anni è stato anche direttore dell’Ufficio Liturgico diocesano, ambito in cui poteva vantare una notevole competenza.

Tuttavia il suo impegno ha assunto nel tempo molteplici sfaccettature, perché al suo attivo vanno ricordate le reggenze, come legale rappresentante, della parrocchie dei Santi Nazario e Celso in Varazze, di Nostra Signora della Visitazione di Maria in Porto Vado, di San Martino Vescovo in Bergeggi, di Stella Santa Giustina e Stella San Bernardo, nonché i suoi incarichi come direttore della casa alpina “Padre Cocchi” di Garessio, assistente ecclesiastico diocesano dell’UNITALSI, direttore dell’Opera Santa Teresa di Gesù Bambino e dell’Opera Mater Misericordiae, consigliere dell’UCID di Savona e incaricato diocesano dell’Apostolato del mare.

Un capitolo a parte della sua vicenda pastorale è stato il legame con l’Esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia, un rapporto nato nel periodo in cui don Giacosa era prorettore del Seminario Vescovile e che si è consolidato negli anni con viaggi in Ucraina, gemellaggi con seminaristi ucraini e, in ultimo, un importante incarico in ambito economico presso l’Esarcato. Grazie a tale amicizia aveva imparato a celebrare l’eucaristia nel rito bizantino costantinopolitano.

Carattere sanguigno e umorale, franco e leale nei rapporti, di vasta cultura e sottile humour e dal linguaggio poco diplomatico (ma all’occorrenza sapeva usarlo), don Piero Giacosa si è sempre distinto per la concretezza della sua azione pastorale, che spaziava dalla catechesi al rapporto con i giovani, dalla cura per la liturgia alla sensibilità per gli ammalati e i poveri, dalla gestione degli aspetti amministrativi agli interessi artistici e culturali. Lascia un grande vuoto nella comunità diocesana: in tanti gli hanno voluto bene, tanti ha accompagnato con il suo inconfondibile stile. Per tutti si è speso da vero e appassionato pastore.