A Erli un dialogo nato dalla memoria e cresciuto nell’amicizia

A Erli un dialogo nato dalla memoria e cresciuto nell’amicizia

Un dialogo nato dalla memoria e cresciuto nell’amicizia. È questo il significato dell’incontro che si è svolto a Erli, dove gli autori del libro Cicatrici e i testimoni degli anni della Seconda guerra mondiale hanno incontrato un gruppo di villeggianti tedeschi legati da tempo al paese, in una serata che ha trasformato il ricordo delle ferite del passato in un messaggio di riconciliazione europea.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Erli con il Raggruppamento Ingauno Volontari della Libertà (RIVL) e la collaborazione della Pro Loco, ha richiamato quasi cento persone, riunite per ascoltare le testimonianze raccolte nel volume pubblicato da Bacchetta Editore nel 2024.

L’opera, scritta da Gabriella Polito e vincitrice del Premio Letterario Nazionale Fabrizio De André, raccoglie le memorie di dieci testimoni del comprensorio ingauno, riportando alla luce episodi ed emozioni che rischiavano di scomparire con il passare delle generazioni.

A rendere ancora più significativo l’incontro è stata la storia di un’amicizia che dura da decenni. Tra i protagonisti c’è Martin Tacke, per tutti gli erliesi semplicemente “Martin il Tedesco”, proprietario di una seconda casa a Erli e amico di Angelo Berriolo, classe 1934, fondatore e dirigente del RIVL.

Berriolo porta ancora il peso di una tragedia familiare segnata dalla violenza nazifascista. Eppure proprio il dialogo costruito negli anni con Martin e con altri amici tedeschi ha contribuito a far nascere Cicatrici. “Dopo la ritirata dei tedeschi nessuno voleva più parlare di quello che era successo. Martin insisteva da tempo perché mettessi per iscritto i miei ricordi, e Gabriella Polito mi ha fornito la penna”, ha raccontato Berriolo.

Poi il messaggio che ha segnato l’intera serata: “I soldati dovevano obbedire agli ordini di Hitler e Mussolini e soffrivano pensando alle loro famiglie lontane. Oggi siamo qui perché ci vogliamo bene”. Parole accolte con un lungo applauso, simbolo di un rapporto che ha saputo superare il peso della storia senza dimenticarla.