Il lungomare di Loano è il centro della scena di RiGenerazioni

Il lungomare di Loano è il centro della scena di RiGenerazioni

Sabato 5 settembre 2026 il lungomare di Loano è il centro della scena di RiGenerazioni – Tradizioni Aumentate, la rassegna che ha trasformato il Premio Loano in un laboratorio diffuso di nuove musiche di tradizione, articolato in due fine settimana tra mare ed entroterra.

Alle 18.00, nei Giardini Caduti di Nassiriya va in scena il talk “Dagli archivi al palco: la Sicilia ibrida dei Nuhara”, che mette a confronto tre figure complementari del progetto: Michele Piccione, etnomusicologo e polistrumentista, Federico Pipia, musicista elettronico e producer, e Gabriele Bazza, cantante e chitarrista specializzato in tecniche vocali tradizionali. Il racconto che emerge è quello di un lavoro che parte dalle registrazioni di campo raccolte a partire dagli anni Cinquanta, dalle voci di cantori e comunità rurali, e le attraversa con gli strumenti della ricerca accademica e della produzione contemporanea. Il risultato non è una semplice riproposizione di materiali d’archivio, ma una riscrittura che coniuga filologia e invenzione: i canti di lavoro, i repertori orali e le melodie tradizionali siciliane diventano materia per composizioni nuove, in cui strumenti come tamburi a cornice, zampogne e marranzani dialogano con sintetizzatori, campionamenti e texture elettroniche. In questa prospettiva la tradizione non è museo, ma cantiere: un insieme di pratiche che si trasmettono, si studiano e si rimettono in gioco per parlare al presente, anche attraverso la dimensione collettiva del palco e del concerto.

Quella stessa sera, a partire dalle 21.30, l’Orto Maccagli sul lungomare di Loano accoglie i due concerti che chiudono la giornata. Apre la serata il progetto NUHARA, che porta sul palco “La Sicilia dai canti di lavoro ai club”: un live costruito come un ponte tra il mondo contadino del Novecento e gli spazi della musica elettronica e da ballo contemporanea. Il concerto traduce in suono, dal vivo, il lavoro raccontato nel pomeriggio, trasformando canti di mietitura, filastrocche, invocazioni e repertori orali in un flusso ritmico e timbrico che richiama tanto la dimensione rituale quanto quella del club. Tamburi a cornice, zampogne e marranzani non sono qui semplici citazioni folkloriche, ma elementi di un linguaggio ibrido che si intreccia con l’elettronica, creando paesaggi sonori densi, a tratti ipnotici, in cui la memoria orale del Sud Italia incontra le grammatiche della musica contemporanea.

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Ambra Angiolini
Nuhara

Il testimone passa poi a DAVIDE AMBROGIO, che alle 22.30 presenta dal vivo Mater Nullius, il suo secondo album e lavoro premiato dal Premio Loano come miglior album 2025 e come Premio Loano Giovani 2025 – Fondazione De Mari. Polistrumentista calabrese cresciuto a Cataforio sull’Aspromonte, Ambrogio è oggi uno dei nomi più originali della nuova scena folk e world italiana: dopo aver già vinto il Premio Loano Giovani con il progetto Linguamadre e aver pubblicato nel 2021 il suo primo disco solista, Evocazioni e Invocazioni, – inserito nelle classifiche internazionali Transglobal Music Chart e World Music Chart Europe, premiato da Songlines come Top of the World Album – con Mater Nullius – premiato anche come BF-choice dell’anno, dal periodico Blogfoolk Magazine – porta avanti una ricerca che intreccia voce, tamburi rituali, codici della Settimana Santa nel Sud Italia ed elettronica. Il live diventa così un racconto per suoni e parole di un viaggio di disconnessione e rinascita tra uomo e natura: la voce, il tamburo, le troccole e le catene della tradizione pasquale si fondono con tessiture elettroniche e testi in dialetto, restituendo una dimensione insieme intima e collettiva, sacra e terrena. Mater Nullius, pubblicato dall’etichetta francese Viavox, si configura come un’opera in quattordici brani, quasi tutti in dialetto, in cui la tradizione non è sfondo ma materia viva, rielaborata attraverso una scrittura contemporanea che non teme di misurarsi con la complessità del reale.

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Ambra Angiolini
Davide Ambrogio

Rigenerazioni / Premio Loano 2026 è organizzato dall’Associazione Compagnia dei Curiosi, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, con il contributo della Fondazione A. De Mari e il patrocinio di ANCI, oltre al sostegno dei Comuni di Balestrino, Boissano e Toirano.

La direzione artistica è affidata a Jacopo Tomatis e Ciro De Rosa, con la collaborazione di Enrico de Angelis, Lucia Campana, Annalisa Scarsellini e il produttore esecutivo Davide Valfrè; partner del Premio Loano sono, tra gli altri, il Premio Andrea Parodi e Folkest.

Tutti gli eventi del festival sono a ingresso gratuito; il programma completo e gli orari dettagliati saranno disponibili sul sito www.premioloano.it.