La “Carbunera” di Armo conquista i visitatori della Fiera di San Matteo

La “Carbunera” di Armo conquista i visitatori della Fiera di San Matteo

La “Carbunera” ha conquistato i visitatori della Fiera di San Matteo di Laigueglia. Sabato 26 settembre, alle ore 17.00, il piatto simbolo della comunità di Armo è stato il protagonista del «Laboratorio del Gusto», lo spazio educativo della Fiera dedicato quest’anno all’omaggio a Carlo Petrini. A servirlo è stata la Pro Loco di Armo, che al termine dell’appuntamento ha ricevuto dall’amministrazione comunale di Laigueglia un riconoscimento per l’impegno nella promozione della cucina della terra e delle tradizioni legate alle ricette contadine.

Armo è un paesino dell’Alta Valle Arroscia di poco più di cento abitanti, uno dei comuni delle Antiche Vie del Sale, che trova la propria forza nell’unione di una piccola comunità. È grazie a questo spirito di squadra, alla Pro Loco e all’amministrazione comunale, che Armo riesce a essere presente in tanti eventi, fiere e workshop, portando ovunque i suoi sapori, le sue storie e la sua identità.

L’appuntamento più sentito resta quello di casa: la sagra di San Bernardo, la «Sagra du Pan Fritu», che ogni anno a metà agosto la Pro Loco organizza sul Colle San Bernardo, a circa mille metri di quota, al confine con il Piemonte. Una tre giorni in cui è possibile vivere e soggiornare sul colle, tra prati, musica, convivialità e tavolate, nello spirito autentico del plein air. Nel 2026 la festa è giunta alla cinquantaduesima edizione, con la Santa Messa dedicata al santo patrono e il lavoro di decine di volontari; e sulle tavole del colle, accanto al pan fritu, c’è da sempre la Carbunera.

La Carbunera è un piatto freddo, legato alla civiltà contadina e ai boschi dell’entroterra: era la pietanza che un tempo i contadini portavano con sé come sostentamento durante la produzione del carbone. È una ricetta povera, nata dalla necessità e custodita con orgoglio dalla comunità, che sul palco del Laboratorio ha trovato il suo naturale spazio.

Accanto alle signore di Armo, protagonisti del laboratorio sono stati i giovani chef dell’Istituto Alberghiero “F.M. Giancardi” di Alassio, che hanno affiancato la Pro Loco nella preparazione della Carbunera. Un momento prezioso di trasmissione dei saperi, in cui le custodi della tradizione hanno condiviso con gli studenti i gesti, le tecniche e la storia del piatto, trasformando il laboratorio in una vera scuola di comunità. Un passaggio generazionale che incarna pienamente la filosofia di Carlo Petrini: un cibo buono, pulito e giusto che vive solo se qualcuno lo impara, lo pratica e lo porta nel futuro.

La scelta di portare la Carbunera alla Fiera di San Matteo non è casuale. È a pieno titolo un piatto della cucina della terra e incarna la filosofia di Petrini, a cui l’edizione di quest’anno rende omaggio: la difesa delle piccole comunità, il valore delle tradizioni e di un cibo che nasce dal rispetto del territorio e di chi lo abita. Il gradimento dei visitatori, che si sono fermati ad assaggiare e ad ascoltare la storia del piatto, ha confermato quanto il racconto di un borgo di cento abitanti possa arrivare lontano quando è sostenuto dalla passione dei suoi volontari.

«Grazie a questa partecipazione alla Fiera di San Matteo – sottolinea Daniele Colombo, presidente della Pro Loco di Armo – abbiamo avuto l’occasione di raccontare un’altra anima del nostro borgo: le Veglie d’Armo, il concorso di poesia dialettale che da quasi vent’anni custodisce e valorizza la memoria linguistica della Valle Arroscia. È un appuntamento culturale molto sentito, che ogni estate riunisce poeti, studiosi e comunità attorno ai temi della tradizione, del lavoro e dell’identità. Portare questo racconto alla Fiera ha permesso di mostrare come Armo non custodisca soltanto ricette e sapori, ma anche parole, storie e memoria collettiva, in un dialogo che unisce cultura gastronomica e cultura orale, radici e futuro».

Il riconoscimento dell’amministrazione comunale di Laigueglia, borgo del turismo lento e legato a Petrini per la cittadinanza onoraria, premia proprio questo: l’impegno di una Pro Loco che, con il suo presidente Daniele Colombo e con i volontari, tiene vive le ricette contadine e le fa conoscere a chi arriva in Fiera.