“Da Nazareth a Gerusalemme”, pellegrinaggio con il vescovo Marino
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Dal 23 al 28 agosto si terrà il pellegrinaggio “Terra Santa. Da Nazareth a Gerusalemme con il Vescovo Gero – Nella memoria della Pasqua, nel dramma della storia”. Lo organizza il Servizio Pellegrinaggi della Diocesi di Savona-Noli e sarà appunto guidato dal vescovo Calogero Marino.
“I cristiani di Terra Santa continuano a dire ‘Ritornate!’: credo sia un dovere ecclesiale, evangelico, ritornarvi – afferma monsignor Marino – I pellegrinaggi in Terra Santa stanno ricominciando e c’è questa richiesta delle Chiese locali, in particolare da parte del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini. È fondamentale che non ci sia soltanto il sostegno economico ai cristiani in Terra Santa, seppur necessario, ma anche la vicinanza. Sapere che una Chiesa fragile, povera e in difficoltà ha la vicinanza della ricca Chiesa d’Occidente è molto importante. Quando un fratello sta male devi andare da lui”.
“Da qualche anno alcune persone mi dicono di essere interessate a tornare in Terra Santa – prosegue – L’idea del pellegrinaggio nasce anche in risposta a tale richiesta ma la ragione fondamentale è proprio l’essere presenti in una terra in cui la Chiesa vive un momento di lacerazione e la società civile è frantumata fra ebrei e palestinesi.”
“Il senso dell’andare è di essere una presenza di pace e non di schieramento – dice il vescovo – Si va non schierati, per mettere le mani sulle spalle di entrambe le parti in causa, mettendosi dalla parte delle vittime e invocando giustizia e pace per tutti i popoli. Questa è la memoria della Pasqua di Gesù: celebrarla significa imparare che la via della pace è per tutti.”
“Nei primi giorni saremo in particolare a Nazareth, per poi salire a Betlemme e Gerusalemme – conclude monsignor Marino – Soprattutto incontreremo le Pietre Vive, che sono i cristiani di Terra Santa: in particolare i Piccoli Fratelli di Charles de Foucauld a Nazareth, l’Istituto Suore Dorotea, attento alle situazioni di disabilità, a Betlemme e, almeno speriamo, lo stesso cardinale Pizzaballa. Visiteremo anche il Museo Yad Vashem e la Comunità Neve Shalom.”