Antiche Vie del Sale: turismo lento come risposta all’overtourism

Antiche Vie del Sale: turismo lento come risposta all’overtourism

Il sale non si vede più, sulle mulattiere dell’entroterra savonese. Ma chi le ha percorse il 7 giugno ha capito che il paesaggio conserva ancora la memoria di quei carichi, di quelle soste, di quel ritmo antico del passo. Il trekking ad anello tra Zuccarello, Castelvecchio di Rocca Barbena ed Erli — proposto dall’Associazione Antiche Vie del Sale con il sostegno della Fondazione De Mari e progettato da Daniela Carrea — si è concluso con qualcosa di più di una camminata: si è concluso con la consapevolezza, concreta e silenziosa, che esiste un modo diverso di viaggiare.
I partecipanti hanno attraversato paesaggi che non concedono scorciatoie emotive: uliveti antichi con le radici che affiorano tra i muretti a secco, fasce coltivate recuperate dalla vegetazione, tratti di selciato medievale che restituiscono al piede la misura di chi è passato prima. Zuccarello con i suoi portici e il ponte a un’unica arcata sul Neva, Castelvecchio di Rocca Barbena con il castello dei Marchesi Del Carretto che domina lo sperone roccioso come un sentinella fuori dal tempo, Erli immersa nel verde dell’alta Val Neva: tre borghi che non si esibiscono, ma si rivelano — e solo a chi ha il passo giusto per ascoltarli.
È esattamente questa la filosofia che guida il programma di valorizzazione delle Vie Marenche: non portare il turista verso il territorio, ma accompagnarlo dentro il territorio. La differenza non è semantica. Chi cammina su un sentiero storico, chi riconosce il segno del lavoro contadino in una fascia terrazzata, chi si ferma davanti a un borgo e ne legge la storia nel profilo delle case, diventa qualcosa di più di un visitatore: diventa un testimone. E i testimoni, al ritorno, raccontano.
«Valorizzare l’entroterra non significa voltare le spalle al mare: significa costruire una Liguria più completa, dove la costa offre la porta d’ingresso e i borghi dell’interno offrono l’anima», sottolinea Alessandro Navone, Presidente dell’Associazione Antiche Vie del Sale, e aggiunge: «Chi ha camminato oggi porta con sé un’esperienza che non si compra e non si replica in un resort: ha vissuto un luogo, ne ha respirato l’identità, e tornerà — oppure la racconterà. In entrambi i casi, ha contribuito a tenerlo vivo».
«Il turismo lento cresce a un tasso annuo del 10%: lo certificano le analisi di mercato internazionali, e non è un caso — è la risposta concreta di milioni di viaggiatori a un modello di turismo di massa che ha smesso di dare senso», evidenzia Franco Laureri, Responsabile Comunicazione e Marketing dell’Associazione Antiche Vie del Sale, «Carlo Petrini ha insegnato che la lentezza non è assenza di velocità: è presenza piena. Chi percorre le Antiche Vie del Sale non visita la Liguria: la abita, e ne diventa il miglior ambasciatore».
Questo programma di valorizzazione dei sentieri storici fa parte del progetto «Il Valore di Fare Rete», ideato e realizzato da Agenzia in Liguria da tre anni, e si inserisce in un percorso più ampio di sviluppo del patrimonio escursionistico e culturale dell’entroterra savonese, puntando a costruire un sistema integrato di offerta turistica capace di distribuire i flussi, destagionalizzare le presenze e creare valore per le comunità locali.