Loano, in Orto Maccagli la presentazione di “Il tempo dei chissà” di Elena Loewenthal
Giovedì 30 luglio alle 21 in Orto Maccagli a Loano si terrà la presentazione di “Il tempo dei chissà” di Elena Loewenthal (Einaudi). A volte sono i luoghi a farsi carico della memoria, a trattenere ciò che è accaduto anche quando chi li abita preferisce non sapere o dimenticare. In uno stabile come tanti a Torino la quiete è disturbata da un viavai di nuovi inquilini, traslocatori, operai. Un’irruzione del nuovo che la vedova Bonelli – inquilina “da sempre”, nostalgica e rancorosa – vive come una catastrofe privata: la fine di un tempo compatto, innocuo, la fine dell’ordine. Ma i bei tempi che la vedova rimpiange sono stati, per qualcun altro, quelli dell’alienazione, della perdita, del dolore. In quella stessa palazzina infatti sul finire degli anni Trenta la famiglia Auerbach ha ricevuto la lettera che annunciava la revoca della cittadinanza italiana. Nessuna frattura spettacolare, ma un progressivo slittamento dalla vita riconosciuta alla vita tollerata, e poi nemmeno piú quella. Seguendo le vicende di questa e altre famiglie, “Il tempo dei chissà” attraversa gli anni in verticale come su un ascensore lento e capriccioso che ci permette di incontrare i fantasmi di chi era già fantasma in vita: apolidi, esuli, combattenti clandestini. Come Ermanno, che da ragazzino è stato un appassionato balilla alpino e che diventerà Ico quando in montagna tornerà da partigiano; o della sua amica Ada, che registra il mondo che cambia senza ricevere spiegazioni e che lascerà Torino insieme a sua madre e allo zio Eugenio mandato al confino in Lucania… Intorno a loro si muovono donne che portano il peso pratico ed emotivo della persecuzione, chiamate a far funzionare la vita mentre tutto si sfalda, e uomini a volte capaci di atti eroici, a volte solo di gesti di sottrazione silenziosa. Con una scrittura che lavora per sovrapposizioni e ritorni, Elena Loewenthal interroga la memoria per mostrare come funziona l’oblio, e ci offre un romanzo struggente sui modi in cui conviviamo con ciò che è stato, con ciò che continua ad abitare le nostre case, le nostre parole, le nostre vite. Anche quando ci ostiniamo a chiamarlo passato, a chiamarlo Storia. Elena Loewenthal, narratrice e studiosa di storia e letteratura ebraica, ha insegnato Cultura ebraica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e allo Iuss di Pavia. Scrive per La Stampa e Ttl. Ha tradotto e curato molti testi della tradizione ebraica e di letteratura israeliana. Tra i suoi libri: “Attese” (Bompiani 2004), “Contro il giorno della Memoria” (add 2014), e “Nessuno ritorna a Baghdad” (Bompiani 2019). Presso Einaudi ha pubblicato: “Scrivere di sé” (2007), “Conta le stelle, se puoi” (2008 e 2010), “Una giornata al Monte dei Pegni” (2010), “Un’aringa in Paradiso” (2011), “La vita è una prova d’orchestra” (2011), “Il mio piatto forte” (2012), “La lenta nevicata dei giorni” (2013), “Miti ebraici” (2016), “Dieci” (2019), “Breve storia (d’amore) dell’ebraico” (2023) e “Il tempo dei chissà” (2026). Ha inoltre curato “Mistica ebraica” (con Giulio Busi, 1995 e 2021), “Haggadah. Il racconto della Pasqua” (2009) e “I dodici profeti” (2013). L’appuntamento rientra nell’ambito di “Orto Letterario”, il ciclo di incontri con gli autori organizzati dall’associazione Centofiori Eventi in collaborazione con la Libreria del Conte di Loano e che per tutta l’estate porterà in Orto Maccagli, sul lungomare, alcuni importantissimi scrittori del panorama letterario italiano.