Albenganese, la vendemmia estiva punta su qualità e quantità
Il gran caldo estivo torna a farsi sentire nei vigneti dell’Albenganese, portando la vendemmia a partire con qualche settimana di anticipo rispetto alla tradizione. Nelle zone costiere i filari sono ormai in fermentazione da giorni: se l’avvio precocissimo si attesta in linea con i tempi registrati lo scorso anno, il fenomeno conferma un trend climatico con cui i produttori locali stanno imparando a convivere, pur con impatti meno drastici rispetto ad aree vicine come il Piemonte.
La vera forza di quest’anno risiede tuttavia nell’equilibrio ritrovato. Se la passata stagione si era chiusa con vini eccellenti ma con volumi dimezzati, la campagna attuale promette di coniugare un’elevata resa quantitativa a standard qualitativi ottimali. Nonostante i bollettini regionali avessero allertato sui rischi di gradazioni alcoliche elevate ed eventuali degenerazioni legate all’umidità, l’attento monitoraggio in vigna da parte delle aziende ha preservato la salute delle uve, dai rossi fino ai bianchi come il celebre Pigato.
Le metodologie personali di ogni cantina – attente anche a fattori chiave come l’acidità e il pH per garantire longevità alle bottiglie – si confermano il valore aggiunto della viticoltura ingauna. Una qualità diffusa che valica i confini liguri per conquistare il Nord Italia e i mercati esteri, trasformando l’enogastronomia locale in un fondamentale motore di attrazione turistica per l’intero territorio.