Il porto turistico di Imperia si prepara a voltare pagina

Il porto turistico di Imperia si prepara a voltare pagina

Il porto turistico di Imperia si prepara a voltare pagina, ma lo scontro politico è già aperto. Il consiglio comunale è chiamato a dare il via libera agli indirizzi per Marina di Imperia srl, aprendo la strada a una gara pubblica per individuare il partner privato che dovrà completare le opere dello scalo entro sei anni. Una concessione di ben sessantacinque anni, impostata secondo le indicazioni della Corte dei conti, che lascerà alla partecipata comunale il controllo e la vigilanza, scaricando però sul privato la realizzazione concreta degli interventi.

Nonostante l’iter procedurale stia per compiere un passo decisivo — con il futuro passaggio in aula per il Piano Economico-Finanziario — la maggioranza deve fare i conti con le dure barricate dell’opposizione. Dai banchi della minoranza, i consiglieri Ivan Bracco e Lucio Sardi hanno dipinto uno scenario a tinte fosche, sollevando dubbi profondi sulla bontà dell’operazione. Al centro delle critiche ci sono il rischio di una marginalizzazione del pubblico, simile a quanto già visto in altre partecipate, e la totale assenza di tutele per l’indotto cantieristico locale, che oggi garantisce decine di posti di lavoro.

In bilico resta persino l’attrattiva dell’investimento: l’impegno economico richiesto è mastodontico, e c’è chi teme che la gara possa andare deserta. A pesare sul giudizio politico è anche la sproporzione tra la durata smisurata dell’affidamento e il ritorno effettivo per la città, appesantito da un’eccessiva componente edilizia. Tra carte bollate, pareri contabili e visioni opposte sul futuro della costa, Imperia si avvia così a una partita cruciale, dove il sogno del porto compiuto rischia di scontrarsi con i nodi irrisolti del territorio.