Nel Ponente tre giornate dedicate da Libera alla memoria della strage di Via D’Amelio

Nel Ponente tre giornate dedicate da Libera alla memoria della strage di Via D’Amelio

Tre giornate dedicate da Libera alla memoria della strage di Via D’Amelio Ricordare è partecipare. 
“Cinque vite. Racconti inediti dei familiari della scorta di Paolo Borsellino” è il libro di Mari Albanese dal quale la RAI ha tratto un docufilm di prossima messa in onda. L’autrice, insegnante impegnata nell’antimafia sociale a Palermo, ha condiviso con noi tre giorni di incontri per “sottrarre al silenzio e custodire” le storie dei cinque agenti di Polizia rimasti uccisi il 19 luglio 1992 nella strage di Via D’Amelio. Avevano rispettivamente 22, 24, 26, 31, 43 anni. La madre di Paolo Borsellino, appena colpita dal grave lutto della morte del figlio, disse alla figlia Rita: “Vai dalle madri di ragazzi e abbracciale tutte da parte mia. Questa terribile vicenda, sulla quale ancora non si è fatta piena luce, è stata ricordata dai ragazzi del Presidio Livatino del Liceo G.D.Cassini, nella Sala Specchi del Comune di Sanremo, alla presenza del Vicesindaco, Fulvio Fellegara, e del Consigliere Vittorio Toesca. Una sala gremita di studenti impegnati ad ascoltare e comprendere la storia della violenza mafiosa e dell’antimafia in Italia. Nel pomeriggio di venerdi 9, nella biblioteca del Convento delle Clarisse di Imperia col Presidio Rita Atria, in collaborazione con le Sorelle e il Circolo Parasio, si è svolto il secondo, partecipato, coinvolgente incontro. E’ intervenuto il Procuratore Capo di Imperia, Alberto Lari, che ha ribadito la necessità di coinvolgere costantemente la cittadinanza, in particolare i giovani, nella comprensione del fenomeno mafioso e delle sue infiltrazioni nel Nord. Sul filo della memoria e del racconto di quegli anni a Palermo, la vedova di Vito Schifani, Maria Rosaria Costa, allora poco più che ventenne dolorosa testimone del 1992 a Palermo, ci ha aiutato a comprendere come la fuliggine del tritolo e l’odore acre di quelle stragi non svaniscano mai dal cuore dei familiari delle vittime di tanta violenza. In sala era presente anche l’ex senatrice Donatella Albano, che in passato denunciò le minacce della ‘ndrangheta a Bordighera. Mari Albanese, con parole vigorose e profonda empatia, ci ha fatto conoscere l’umanità di Emanuela Loi, Vincenzo Fabio Li Muli, Eddie Walter Cosina, Agostino Catalano, Claudio Traina, quasi deponendoli tra le nostre braccia. Sabato 10, nelle Case Libere di Bordighera, beni confiscati alle mafie, abbiamo incontrato i rappresentanti dell’Associazione studentesca dell’Università di Mentone “Connaitre la mafia”. In una piccola babele di lingue e idiomi, dal turco allo spagnolo, dall’inglese all’arabo, abbiamo dedicato anche il terzo giorno al racconto dell’aspetto intimo e privato dei nostri cinque protagonisti: valori, passioni, desideri, sogni, aspirazioni. Cinque storie di giovani cittadini dilaniati mentre svolgevano il loro dovere fino in fondo con consapevolezza e responsabilità, persone come noi e non “Eroi” o “Angeli”, lontani e inimitabili.