Giornata del dialogo cattolici – ebrei, il 16 gennaio incontro in Sala Cappa

Nel contesto della 34esima Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei lunedì 16 gennaio dalle ore 17 alle 19 nella Sala Cappa del Centro Diocesano Pastorale “Città dei Papi”, in via dei Mille 4, si terrà l’incontro “Consolate, consolate il mio popolo – Comunicare le fedi oggi”, promosso dalla Diocesi di Savona-Noli e dalla comunità ebraica della Liguria in collaborazione con il Consiglio Regionale della Liguria dell’Ordine dei Giornalisti.

Interverranno il vescovo Calogero Marino, Natascia De Rosso, delegata per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Diocesi di Savona-Noli, Amnon Cohen, già presidente della comunità ebraica della Liguria, Giuseppe Momigliano, rabbino capo della comunità ebraica di Genova, e il giornalista della RAI Marco Gervino, il quale modererà la conferenza.

I temi trattati saranno di stringente attualità. “La stagione che stiamo vivendo, segnata dall’auspicata uscita dalla pandemia da Covid-19 che per lungo tempo ha fiaccato la vita del nostro Paese, comprese le comunità di fede, spinge ad interrogarsi a fondo sulla presenza nella società delle donne e degli uomini credenti nel Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe – dichiarano i promotori – Il passo del profeta Isaia, scelto quest’anno come nucleo ispiratore per la Giornata (Is 40, 1 – 11), è un annuncio di consolazione per il popolo, chiamato a stare saldo nella fiducia che il suo Signore non lo abbandonerà: ‘Nahamù nahamù ‘ammì’, ‘Consolate, consolate il mio popolo'”.

“Come le fedi, cristiana ed ebraica in questo caso, possono trasmettere e quindi comunicare tale annuncio? – si chiedono – Quali le sfide delle comunità religiose in questo frangente storico segnato dal postpandemia e dalla guerra alle porte dell’Europa? Come possono comunicare meglio tra loro fedi accomunate dal credo monoteistico?”. L’evento è inserito nel calendario della formazione professionale continua dell’ordine stesso e la presenza darà 2 crediti formativi agli iscritti partecipanti (il corso non è deontologico).

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