Dopo sette anni torna a Savona la Processione del Venerdì santo

Dopo sette anni torna a Savona la Processione del Venerdì santo

Dopo sette anni torna per le vie e le piazze di Savona la Processione del Venerdì Santo, il tradizionale evento di fede e devozione popolare organizzato dal Priorato Generale delle Confraternite di Savona centro, già esistenti nel XIII secolo e proprietarie delle quindici “casse” lignee che compongono il corteo sacro (N. S. di Castello, Cristo Risorto, SS. Pietro e Caterina, SS. Agostino e Monica, SS. Trinità, SS. Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Petronilla). La presentazione dell’edizione di quest’anno si è tenuta in mattinata nell’Oratorio Nostra Signora di Castello.

Il 2023 non sarebbe “anno di processione”, in quanto solitamente la manifestazione si svolge negli anni pari, ma mancava da così tanto tempo e grande era l’attesa da parte della città che i confratelli hanno deciso di far rivivere anticipatamente ai savonesi e ai turisti questo momento di tradizione, storia, arte e fede popolare. Quest’anno il turno di Priorato Generale spetta alla Confraternita Nostra Signora di Castello (le “cappe blu”), con sede in via Alessandro Manzoni. Il sodalizio di turno ha l’onere e l’onore di organizzare la processione e aprirla e chiuderla con la propria Croce di Passione e l’Arca della Santa Croce.

La processione partirà alle ore 20:30 dalla Cattedrale Nostra Signora Assunta per proseguire in via Caboto, piazza Cavallotti, via Gramsci, piazza Leon Pancaldo, via Paleocapa, corso Italia, piazza Sisto IV. La svolta su corso Italia è dettata dalla presenza dei lavori che si stanno svolgendo in via Astengo e per lasciare libera piazza Mameli, onde permettere una migliore gestione della viabilità. Mentre le casse entreranno in piazza Sisto IV si potrà ascoltare la voce di don Giovanni Margara, che le descriverà e farà un breve commento. Al termine il vescovo Calogero Marino impartirà la benedizione con la reliquia della santa Croce dal balcone del Municipio. Insieme a lui il sindaco Marco Russo e il priore generale Mauro Biancavilla. Il gruppo corale orchestrale che animerà musicalmente l’evento sarà statico in via Paleocapa, all’altezza di via Pia.

Come di consueto verrà proposta ai portatori una raccolta di denaro la cui somma sarà utilizzata per l’acquisto di un ecodoppler per l’Hospice Centro Misericordia “Santa Maria Giuseppa Rossello”. In caso di pioggia l’evento non potrà svolgersi e gli oratori rimarranno aperti fino alle ore 23. La prova generale dei “Mottetti” (i brani che si ascolteranno durante la processione) si svolgerà martedì 4 aprile alle ore 21 nella Chiesa San Francesco da Paola, in piazza Bologna. Risuoneranno le note di “Jesu”, “Saevo” e “Crucem tuam”, composti nell’800 appositamente per la manifestazione ed eseguiti solo in tale occasione.

“L’ultima edizione nel 2018 è saltata a causa della pioggia, poi per due anni non abbiamo potuto organizzarla a causa del Covid-19, finalmente ora la pandemia sta scemando e anticipiamo la prassi degli anni pari a quest’anno, cosicché la processione si organizzerà sempre negli anni dispari – dichiara Biancavilla – Siamo tutti in attesa di questo grande evento, soprattutto la cittadinanza, e noi confratelli ci stiamo dando da fare al massimo per prepararla ed essere pronti”.

“Per il nostro vescovo Calogero Marino sarà la prima volta assoluta – ricorda il vicario generale diocesano don Angelo Magnano – Le ‘casse’ sono una catechesi artistica itinerante dal valore storico e nata dalla devozione religiosa popolare in epoche in cui la gente comune non sapeva nè leggere nè scrivere. È una realtà da contemplare, anche se certi simboli che in passato erano compresi da tutti oggi non lo sono. La mia speranza è che grazie alla processione si trasmetta il messaggio cristiano che Cristo è morto e risorto”.

“Quando l’anno scorso abbiamo promosso i trekking negli oratori cittadini insieme al FAI la domanda più ricorrente che la cittadinanza ci poneva era quando sarebbe tornata la processione – rivela l’assessora comunale a Cultura e Turismo Nicoletta Negro – L’organizzazione dell’evento è mastodontica e si regge sul volontariato di tante persone che ci mettono l’anima, il cuore, la fatica. A loro va il nostro primo grande ‘Grazie!'”.

“La forza della processione sta nella spiritualità – aggiunge – Occasioni come queste ci permettono di riscoprire la comunità attraverso la mole di lavoro che c’è dietro e i nostri luoghi di arte e tradizione. Ci fa proprio bene come comunità tornare a fare questa processione. È un momento trasversale di arte e fede che ‘arriva’ a tutti, dai bambini agli anziani, da chi vive la città da sempre a chi da poco. La nostra amministrazione civica contribuirà organizzando un incontro con giornalisti specializzati in arte, storia e curiosità per raccontare la processione anche al di fuori di Savona, una città che per crescere ha bisogno di essere conosciuta”.

La Processione

Le “casse” sono veri e propri capolavori che rappresentano la passione e morte di Gesù. Sono state realizzate da scultori di rilievo, tra i quali il Maragliano, il Martinengo, il Murialdo, il Brilla, la Cuneo. Il loro lento incedere è accompagnato dai rintocchi della campana della Torre del Brandale, “la Campanassa”, l’unica autorizzata a suonare nonostante sia il giorno del silenzio della liturgia. Vi sono poi i cori e le bande.

La Processione del Venerdì Santo viene aperta dai tamburini listati a lutto, dai torcioni portati da confratelli che indossano cappa bianca con i nastri gialli del Priorato Generale delle confraternite del centro. A seguire gli incappucciati che ricordano gli antichi flagellanti e la Croce di Passione, grande croce in legno nero sulla quale sono posti i simboli della Passione di Nostro Signore, e appartiene alla confraternita che comanda la Processione.

Dopo le casse lignee, i confratelli, il clero con il vescovo (quest’anno oltre al vescovo Calogero Marino, in processione anche monsignor Vittorio Lupi, vescovo emerito), i priori delle confraternite, con al centro il Priroe Generale, i turiboli che incensano l’arrivo dell’Arca della Santa Croce che contiene un frammento della Croce del Calvario. L’arca è sormontata dal baldacchino e attorniata dai lampioni. Chiudono il corteo il sindaco di Savona, le altre autorità civili e militari.

L’evento è realizzato con la collaborazione e il patrocinio di Diocesi di Savona-Noli, Comune di Savona, Fondazione De Mari, Cooperativa Bazzino, Credito Cooperativo Pianfei e Rocca  de’ Baldi e Regione Liguria. Tutto quello che c’è da sapere su questo evento di devozione popolare così amato dai savonesi si potrà trovare nella consueta “Guida ufficiale” sul numero di aprile de Il Letimbro che uscirà mercoledì 29 marzo. Uno speciale di 8 pagine tutte a colori con il percorso, le casse, la storia, i gruppi corali, tante curiosità e le ultime novità dell’edizione 2023. Sarà disponibile in edicola e in tutti gli oratori del centro.

Le Casse

1. La promessa del Redentore

Custodita nell’oratorio dei SS. Giovanni Battista,  Giovanni Evangelista e Petronilla di via Guidobono, è opera di Filippo Martinengo detto il “Pastelica” (Savona 1750-1800). La cassa fu portata per la prima volta in processione nel 1791. I portatori  sono 20 per posa. Indossano la cappa della confraternita, bianca con nastri rossi.

2. L’Annunciazione

Custodita nell’oratorio del Cristo Risorto, in largo Varaldo, è opera  di Anton Maria Maragliano (Genova 1664-1739). I portatori sono 12 per posa.  La cappa bianca è con nastri bianchi.

3. L’Orazione nell’orto

Custodita nell’oratorio dei Ss. Giovanni Battista, Evangelista e Petronilla, cappa bianca con nastri rossi. È  opera di Anton Maria Maragliano (Genova 1664-1739), scolpita intorno al 1728. I portatori  sono 20 per posa.

4. Il Bacio di Giuda

Custodita nell’oratorio dei SS. Agostino e Monica, chiesa di santa Lucia, è opera di Giuseppe Rungaldier che la scolpì ad Ortisei nel 1926. I portatori sono 16 per posa con altrettanti cambi.  La cappa bianca con nastri verdi

5. Cristo legato al palo

Custodita nell’Oratorio dei SS. Giovanni Battista, Evangelista e Petronilla, ed  è opera di ignoto genovese del XVIII secolo. I portatori sono 8 per posa con altrettanti cambi.

6. La Flagellazione

L’opera lignea, di ignoto di scuola napoletana del XVII secolo, è custodita nell’oratorio dei santi Pietro e Caterina, di via Dei Mille. I portatori  sono 12 per posa con altrettanti cambi. La cappa  è bianca  con nastri blu.

7. L’incoronazione di spine

Opera del Maragliano (Genova 1664-1739) che la scolpì nel 1700. E’ custodita nell’oratorio dei santi Agostino e Monica, nella chiesa di Santa Lucia. Restaurata nel 2009. I portatori sono 12 per posa con altrettanti cambi. La cappa è bianca con nastri verdi.

8. Ecce Homo

E’ la cassa più recente, venne scolpita da Renata Cuneo tra il 1977 e 1978, in sostituzione  della cassa  di G.A. Torre, con lo stesso soggetto, che si dice andò distrutta durante un bombardamento nel 1944. Custodita nell’oratorio dei santi Pietro e Caterina.  I portatori sono 12 per posa con altrettanti cambi.

9. Cristo che cade sotto la croce ed è aiutato dal Cireneo

Si può ammirare nell’oratorio dei santi Pietro e Caterina, e viene attribuita ad ignoto di scuola napoletana del XVII secolo.  I portatori sono 12 per posa con altrettanti cambi.

10. Cristo spirante in Croce

Opera del periodo più maturo del Maragliano è custodita nell’oratorio dei SS Giovanni Battista, Evangelista e Petronilla. È stata restaurata nel 2000. I portatori sono 24 per posa con altrettanti cambi.

11. Cristo morto in Croce

Opera di ignoto di scuola romana del XVI secolo, si dice dono dei Della Rovere alla confraternita di Nostra Signora di Castello alla quale questi appartenevano. Si tratta di un Crocifisso processionale successivamente adattato a “cassa” e arricchito di putti barocchi opera , forse, del genovese Bartolomeo Musso. I portatori sono 20 per posa con altrettanti cambi. La cappa è blu con risvolti bianchi  e cordone bianco.

12. La Deposizione dalla Croce

Opera del Martinengo detto il “Pastelica” risalente al 1793 circa, è custodita, come il Cristo morto, nell’oratorio di Nostra Signora di Castello, in via Manzoni. I portatori sono 26 per posa con altrettanti cambi.

13. La Pietà

Scolpita nel 1833 dal savonese Stefano Murialdo detto “Crocetto” (1776-1838), probabilmente allievo del Martinengo, venne ritoccata e migliorata dal Brilla nel 1842. Restaurata nel 2001, è custodita dall’oratorio di Nostra Signora di Castello. I portatori sono 12 per posa con altrettanti cambi.

14. La Deposizione nel Sepolcro

Scolpita nel 1866 dallo scultore savonese Antonio Brilla (1813-1891. Custodita nell’oratorio del Cristo Risorto, venne restaurata nel 2004. I portatori sono 24 per posa con altrettanti cambi.

15. L’Addolorata

Attribuita a Filippo Martinengo, detto “Pastelica”(Savona 1750-1800) appartiene  all’Arciconfraternita della SS. Trinità, è custodita nell’oratorio dei santi Giovanni Battista Evangelista e Petronilla, che ospita l’Arciconfraternita. I portatori sono 8 per posa con altrettanti cambi. La cappa è rossa con risvolti bianchi.

La musica

Nella Processione del Venerdì Santo si prega con la fatica o con le note. Fondamentale è infatti l’aspetto musicale incarnato dal “gruppo corale-orchestrale dei Mottetti”, dal gruppo “Giuseppe Rebella”, coordinato dal Polifonico di Valleggia, dalla banda, preceduti dal cupo rullìo dei tamburi.

Il gruppo dei Mottetti

Il gruppo corale-orchestrale dei Mottetti – costituito in questa forma dal 1990 per volontà del Priorato Generale – è diretto da Davide Nari (direttore del Civico Complesso Bandistico “Forzano”), si compone della sezione di archi coordinati da Massimiliano Patetta e la ‘Forzano’ al completo, ad accompagnare la parte vocale costituita dalla Corale Alpina Savonese , coro La Ginestra di Savona, coro ”Anton Bruckner” di Savona ed elementi del coro “Monteverdi” di Cosseria, nonché alunni della scuola primaria dell’I.C. ‘Pertini’ di Savona nella sezione “voci bianche”. In processione il gruppo corale-orchestrale sarà statico: si posizionerà in via Paleocapa all’altezza di via Pia.

Il Gruppo “Giuseppe Rebella”

Confermatissimo anche l’altro gruppo, anni fa battezzato “Giuseppe Rebella” in onore del noto maestro scomparso nel 2013. Tra i fondatori del Coro Polifonico di Valleggia, che diresse per ben mezzo secolo e anche nell’appuntamento biennale del Venerdì Santo, Rebella era una figura molto apprezzata a livello diocesano. Per questo i cantori valleggini nel 2014, col consenso e l’apprezzamento delle altre realtà vocali che partecipano, hanno deciso di intitolargli questo ensemble che sarà collocato nella parte conclusiva del corteo sacro. Accompagnato dalla Banda Puccini di Cairo, il Polifonico di Valleggia, diretto da Martino Nicora, canterà assieme ad altri gruppi: la Corale Polifonica Cellese, il Coro Guido d’Arezzo di Carcare, il Coro Sine Nomine di Finale, il Concentus Mater Misericordiae di Savona, il Coro San Maurizio di Segno e il Coro Polifonico Città di Albisola. Tutti insieme eseguiranno i brani sacri Adoramus, Vexilla, Stabat Mater e Choral di Bach.

La Banda “Sant’Ambrogio” di Legino eseguirà brani tratti dalla Passione secondo Matteo di Bach.

La struttura

TAMBURINI

TORCIONI

INCAPPUCCIATI

CROCE DI PASSIONE con attorno grandi lampioni

Le Casse portate a spalla:

LA PROMESSA DEL REDENTORE

L’ANNUNCIAZIONE

L’ADORAZIONE NELL’ORTO

IL BACIO DI GIUDA

CRISTO LEGATO AL PALO

LA FLAGELLAZIONE

L’INCORONAZIONE DI SPINE

ECCE HOMO

BANDA “SANT’AMBROGIO” DI LEGINO

CRISTO CADE SOTTO LA CROCE

CRISTO SPIRANTE IN CROCE

CRISTO MORTO IN CROCE

LA DEPOSIZIONE DALLA CROCE

LA PIETA’

LA DEPOSIZIONE NEL SEPOLCRO

L’ADDOLORATA

GRUPPO “GIUSEPPE REBELLA”

CORO POLIFONICO DI VALLEGGIA

CON CORI AMICI

BANDA “PUCCINI” DI CAIRO M.TTE

CONFRATELLI

CLERO – VESCOVO

PRIORI DELLE CONFRATERNITE con al centro il Priore Generale

TURIBOLI (incensazione)

ARCA DELLA S. CROCE sormontata dal baldacchino e attorniata da lampioni