Sabato l’inaugurazione del cartellone autunnale del Teatro Deferrari di Noli

Sabato l’inaugurazione del cartellone autunnale del Teatro Deferrari di Noli

Sabato alle 21,15 è in programmma l’inaugurazione del cartellone autunnale del Teatro Deferrari di Noli con “Melologhi romantici” con Jacopo Marchisio (voce) e Loris Orlando (pianoforte).

Il melologo (dal greco μέλος, mélos, melodia, e λόγος, lógos, parola), conosciuto all!estero – un po! impropriamente – anche come mélodrame, è un monologo recitato con accompagnamento musicale o un brano musicale in cui si inserisce una voce parlante? Di certo un curioso genere #misto”, nato nel Settecento. Tra i primi a cimentarvisi, addirittura Rousseau e soprattutto il boemo Georg Benda (1722-1795), che ne divenne riconosciuto specialista. Mozart stesso affermò, in una lettera del 1778, che sognava di comporne uno, impresa che non gli riuscì; ma episodi #a melologo” furono inseriti in parecchie opere liriche di area tedesca a cavallo tra Sette e Ottocento, anche di autori capitali come Beethoven e Weber.
Il programma del concerto fa riferimento al XIX secolo e in particolare ad alcuni dei numerosi melologhi composti dai grandi nomi del Romanticismo tedesco. Pressoché ignorato in Italia, il genere ebbe infatti buona fortuna nell’area mitteleuropea, dove parecchi autori vi si cimentarono facendone quasi un’alternativa al Lied, seppure certo meno popolare. Nei brani in programma, si
passa dalla serenità sospesa di Schubert (in cui la tentazione del canto affiora nella semplice scorrevolezza di una melodia piena di grazia e affettuosità con cui lo strumento accompagna la voce) alle atmosfere intensamente tormentate dei brani di Schumann e Liszt, il pianismo dei quali dialoga con le cupe ballate di poeti di grande rilievo, saldamente piantati nel filone #demoniaco” del Romanticismo, tra amori impossibili, spettri sanguinosi, tempeste nella notte: entrambi i
musicisti danno prova di una grande attenzione alla parola, costruendo un rapporto di vero intreccio fra espressione verbale e veste sonora, alternando momenti in cui i due esecutori possono procedere in libertà, come paralleli, con altri ove la dipendenza fra musica e testo scritto appare reciproca e inestricabile. Infine, il breve, bellissimo Castello sul mare di Strauss, magico capolavoro sospeso fra sogno e malinconica consapevolezza, chiude davvero un’epoca stilizzandola nella perfezione di una bellezza sublimata che sente le prime crepe del Novecento in
agguato.