Alassio saluta la Pantera Rosa: chiude lo storico locale di via Verdi, ma la storia continua altrove

Alassio saluta la Pantera Rosa: chiude lo storico locale di via Verdi, ma la storia continua altrove

 

Alassio dice addio a uno dei suoi locali simbolo. Dopo 43 anni di attività a fine gennaio, inizio febbraio, la storica pizzeria “Pantera Rosa” di via Verdi sfornerà le ultime pizze. Si chiuderà un capitolo importante della vita cittadina. Un luogo che per decenni non è stato solo un ristorante, ma un punto di riferimento capace di intrecciare spettacolo, sport e convivialità. Guidata con passione da Vittorio Bella e Luciana Dani, la Pantera Rosa è diventata negli anni una tappa fissa per personaggi del mondo della televisione, della musica e dello sport. Tra i tavoli del locale non era raro imbattersi in volti noti come Gianni Morandi, affezionato alla sua pizza “quattro stagioni”, l’indimenticabile maestro del Festival di Sanremo Beppe Vessicchio, ma anche stelle del calcio come Roberto Bettega e Antonello Cuccureddu, e personaggi televisivi del calibro di Pippo Baudo e Alberto Angela. La chiusura del locale storico coincide con il meritato pensionamento dei titolari, ma non rappresenta un addio definitivo. La Pantera Rosa, infatti, è pronta a rinascere. A raccogliere il testimone saranno Patrizia e Alessandro Bella, figlia e nipote dei fondatori, che stanno lavorando all’apertura della “Pantera Rosa 2.0”, prevista per la fine di febbraio in una nuova sede nel centro di Alassio. Il nuovo locale di figlia e nipote manterrà le pizze che hanno reso celebre il marchio, ampliando però il menù con farinata, fritti e piatti della tradizione ligure di mare. A garantire la continuità del gusto sarà ancora Saro Sarwat, storico pizzaiolo del locale, figura molto apprezzata anche da clienti celebri come Ivana Spagna e Carmen Russo. «La Pantera Rosa non muore, si rinnova», spiegano i nuovi titolari. Intanto la città si prepara a salutare il locale di via Verdi e ad attendere il prossimo capitolo di una storia che, da oltre quattro decenni, fa parte dell’identità di Alassio.