Cetacei spiaggiati sulle coste della Liguria, “Rotta 14” promuove lo sviluppo sostenibile nel Santuario Pelagos

Cetacei spiaggiati sulle coste della Liguria, “Rotta 14” promuove lo sviluppo sostenibile nel Santuario Pelagos

Ogni anno, tra 10 e 15 cetacei si spiaggiano sulle coste della Liguria. Delfini, tursiopi, balenottere, capodogli. Mammiferi che appartengono al Santuario Pelagos — l’area marina protetta internazionale tra Liguria, Toscana e Costa Azzurra, uno degli ecosistemi più ricchi del Mediterraneo — e che troppo spesso arrivano a riva già senza vita. Dietro ogni spiaggiamento c’è una storia: a volte naturale, sempre più spesso segnata dall’impatto delle attività umane. Rifiuti plastici, collisioni con imbarcazioni, inquinamento chimico. E, tra i nemici più silenziosi e sottovalutati del mare, gli oli e i grassi alimentari esausti che ogni giorno finiscono negli scarichi domestici e da lì nelle acque del Mediterraneo. Il Santuario Pelagos ospita la più alta concentrazione di cetacei del Mediterraneo: capodogli, balenottere comuni, stenelle, tursiopi, grampi, globicefali. È un patrimonio naturale riconosciuto a livello internazionale, tutelato da un accordo trilaterale tra Italia, Francia e Principato di Monaco. Eppure la pressione antropica non si ferma ai suoi confini. L’inquinamento da plastiche e da sostanze organiche — tra cui oli e grassi alimentari — altera la qualità delle acque, intossica la catena alimentare e indebolisce gli organismi marini, rendendoli più vulnerabili alle malattie e agli eventi di mortalità anomala. In Italia si spiaggiano in media 150-160 cetacei l’anno. La Liguria, con le sue acque interamente comprese nel Pelagos, è tra le regioni più esposte al fenomeno. Bastano pochi litri di olio fritto scaricato nello scarico del lavandino — o peggio, direttamente in mare da un’imbarcazione — per compromettere ettari di superficie marina, soffocare la fauna bentonica e contaminare la catena trofica. È una minaccia diffusa, capillare, difficile da quantificare proprio perché invisibile. La campagna Stop Food Oils and Fats in the Sea, promossa da Nuova C Plastica con il sostegno di CONOE e il riconoscimento ASviS Buona Pratica Territoriale 2025-2026 nell’ambito dell’Agenda ONU 2030, lavora ogni giorno per trasformare un gesto quotidiano — lo smaltimento corretto dell’olio alimentare esausto — in un atto concreto di tutela marina. È Goal 14 in azione: misurabile, replicabile, alla portata di chiunque. Il 27 aprile 2026, dal Porto di Andora, Matteo Basile — presidente della Lega Navale Italiana Sezione di Andora — salpa per il Tour Ventalogo Marevivo. Dodici giorni di navigazione, 185-195 miglia nautiche lungo il litorale ligure-toscano, toccando le principali sezioni LNI del litorale. La rotta attraversa il cuore del Santuario Pelagos: non per caso, ma per scelta. Navigare in quelle acque con la bandiera Stop Food Oils and Fats in the Sea a prua è un atto di coerenza che trasforma la traversata in un messaggio indirizzato a diportisti, velisti, famiglie, istituti scolastici e comunità di porto. Non è la prima volta che la campagna sceglie il mondo della nautica come interlocutore privilegiato: già al Salone Nautico di Genova, Stop Food Oils aveva portato il tema della contaminazione da oli e grassi alimentari direttamente tra chi il mare lo vive a bordo. Rotta 14 è il compimento naturale di quella intuizione: non più uno stand in fiera, ma una presenza itinerante che entra nei porti dove i diportisti si ritrovano tutto l’anno. «Ogni cetaceo spiaggiato è una lettera che il mare ci scrive. Navigare nel Pelagos con la bandiera Stop Food Oils a prua significa impegnarsi a leggere quella lettera e a risponderle con i fatti» — afferma Matteo Basile, presidente LNI Andora. — «Il Ventalogo porta nei porti le regole del mare responsabile. Rotta 14 aggiunge un tassello concreto: ricordare a ogni diportista che la tutela del Pelagos inizia in cambusa, nella scelta di non scaricare in mare ciò che la terra deve raccogliere e valorizzare». «I cetacei spiaggiati sulle nostre coste sono l’indicatore più eloquente dello stato di salute del Mediterraneo» — dichiara Piero Camoli, amministratore di Nuova C Plastica e promotore della campagna. — «Al Salone Nautico abbiamo capito che chi naviga nel Pelagos è il nostro alleato naturale: conosce il valore di ciò che attraversa. Con Rotta 14 portiamo il messaggio dove ha più forza: in mare, nei porti, di fronte agli occhi di chi quel Santuario lo abita ogni estate. Perché il Goal 14 non si celebra, si pratica».