Un viaggio di 12 giorni per difendere il Santuario dei Cetacei, lunedì parte il tour di Matteo Basile da Andora
Parte domani, 27 aprile, dal Porto di Andora, il Tour Ventalogo Marevivo – Rotta 14. Dodici giorni di navigazione e circa 190 miglia nautiche lungo il litorale ligure-toscano per portare un messaggio vitale: “La tutela dei cetacei inizia dai nostri gesti quotidiani, a terra come in barca”.
Protagonista dell’impresa è Matteo Basile, presidente della Lega Navale Italiana Sezione di Andora, che attraverserà il cuore del Santuario Pelagos dopo aver incontrato il sindaco Mauro Demichelis. La missione, patrocinata dalla campagna “Stop Food Oils and Fats in the Sea”promossa da Nuova C Plastica con il sostegno di CONOE, mira a sensibilizzare diportisti e comunità costiere sul pericolo sottovalutato degli oli e grassi alimentari esausti.
Ogni anno in Italia si spiaggiano circa 150 cetacei; in Liguria, il dato oscilla tra i 10 e i 15 esemplari. Oltre alle collisioni e alle plastiche, l’inquinamento da sostanze organiche come gli oli fritti rappresenta una minaccia letale: una volta immessi negli scarichi o direttamente in mare, questi residui creano una pellicola impermeabile che soffoca i fondali e contamina la catena alimentare dei grandi mammiferi marini, rendendoli vulnerabili e malati.
«Navigare nel Pelagos con la bandiera Stop Food Oils significa rispondere al grido d’aiuto del mare con i fatti – sottolinea Matteo Basile – La tutela di balenottere e capodogli inizia in cambusa, decidendo di non versare mai grassi negli scarichi».
Il tour toccherà le principali sezioni della LNI, trasformando ogni porto in un laboratorio di sostenibilità pratica. L’iniziativa è stata riconosciuta da ASviS come “Buona Pratica Territoriale 2025-2026”, ponendosi come esempio concreto di attuazione del Goal 14 dell’Agenda ONU 2030. Piero Camoli, amministratore di Nuova C Plastica, sottolinea l’importanza dell’evento: «Con Rotta 14 portiamo il messaggio dove ha più forza: di fronte agli occhi di chi il mare lo abita. Il Goal 14 non è un abstract burocratico, ma un impegno che si pratica ogni giorno evitando che l’olio diventi un veleno per il nostro ecosistema più prezioso».