Ovest Ligure, dove il turismo incontra il saper fare: l’economia dell’esperienza genera sviluppo e valore diffuso
La Liguria sta dimostrando come la competitività turistica non dipenda più soltanto dalla capacità di attrarre visitatori nelle località costiere ma dalla possibilità di trasformare l’intero territorio in una rete di esperienze autentiche. La crescita del turismo regionale, sostenuta sia dalla domanda nazionale sia da quella internazionale, evidenzia l’emergere di un modello che trova valore nell’incontro tra ospitalità, produzioni locali, cultura imprenditoriale e patrimonio identitario. Nel 2025 la regione ha superato i 5,3 milioni di arrivi turistici, con una crescita rispetto all’anno precedente e livelli ampiamente superiori al periodo pre-pandemico, mentre quasi un visitatore su due proviene dai mercati esteri. La vera risorsa strategica della Liguria risiede però nella densità delle sue micro e piccole imprese, che costituiscono l’ossatura dell’economia territoriale e che trovano nel turismo un moltiplicatore naturale di valore. La regione presenta una delle più elevate concentrazioni nazionali di attività economiche legate all’accoglienza, alla ristorazione, alle produzioni agroalimentari, alle lavorazioni tradizionali, alla nautica, ai servizi culturali e alla valorizzazione delle eccellenze locali. Un patrimonio imprenditoriale che contribuisce a rendere ogni viaggio un’esperienza distinta e riconoscibile. Oggi il mercato premia destinazioni capaci di offrire autenticità, relazione e partecipazione. È in questa prospettiva che assumono crescente importanza le imprese che operano lungo la filiera dell’esperienza: alberghi, bed & breakfast, agriturismi, guide turistiche, accompagnatori, tour operator, ristoratori, produttori agroalimentari, frantoi, cantine, laboratori artigiani, imprese culturali e operatori della blue economy. Il valore economico non nasce più esclusivamente dal pernottamento ma dalla capacità di costruire un racconto territoriale nel quale il visitatore diventa protagonista e non semplice spettatore. In questo scenario le aree interne rappresentano una delle più importanti opportunità di sviluppo per la Liguria. I dati dimostrano che il turismo può assumere un peso economico particolarmente rilevante nei piccoli centri e nei territori meno densamente popolati, contribuendo a sostenere attività economiche, occupazione e servizi locali. Proprio qui il patrimonio delle produzioni tipiche, dei mestieri tradizionali, dei borghi storici e dei paesaggi rurali può diventare una leva concreta di sviluppo sostenibile. Se la Liguria rappresenta una sintesi efficace tra mare ed entroterra, il territorio imperiese ne costituisce probabilmente l’espressione più avanzata. La Riviera dei Fiori e l’Ovest Ligure racchiudono in pochi chilometri una straordinaria concentrazione di risorse economiche, culturali e ambientali. Alla crescita delle presenze turistiche registrata negli ultimi anni si accompagna infatti la crescita dell’offerta ricettiva e la valorizzazione di nuovi prodotti turistici fondati sull’esperienza, sulla qualità e sulla destagionalizzazione. Tra il 2019 e il 2024 le presenze nella città di Imperia sono aumentate di oltre il 27%, mentre il numero delle strutture ricettive è più che triplicato, confermando la forte capacità attrattiva del territorio. L’Imperiese può contare su un sistema integrato che unisce la Riviera, i borghi dell’entroterra, le valli Argentina, Nervia e Arroscia, la filiera dell’olio extravergine, le produzioni vitivinicole, il patrimonio paesaggistico, l’outdoor, il cicloturismo, la nautica e la cultura del mare. Un contesto nel quale il turismo diventa strumento di valorizzazione economica delle filiere locali e occasione di crescita per le piccole imprese. È proprio su questa intuizione che CNA Imperia ha costruito negli anni una parte importante della propria strategia di sviluppo territoriale, individuando con largo anticipo il potenziale economico dell’integrazione tra esperienza turistica e attività artigiane. In questo percorso assume un ruolo centrale ArtiTurismo, progetto concepito e promosso insieme a CNA Liguria quale laboratorio nazionale dedicato all’incontro tra turismo e saper fare, con l’obiettivo di aprire botteghe, laboratori, produzioni tipiche e mestieri al mercato turistico. Quando il tema del turismo esperienziale era ancora marginale nel dibattito nazionale, CNA ha compreso che il futuro delle destinazioni italiane sarebbe passato dalla capacità di trasformare il patrimonio produttivo in patrimonio visitabile. ArtiTurismo nasce esattamente da questa visione: non una semplice promozione delle imprese artigiane, ma la costruzione di un’offerta organizzata nella quale il turista può conoscere chi produce, osservare i processi produttivi, partecipare alle lavorazioni e vivere esperienze autentiche legate al territorio. Oggi quella visione trova conferma nelle principali tendenze del mercato turistico internazionale. L’interesse crescente verso l’enogastronomia, l’oleoturismo, il turismo dei borghi, le esperienze manifatturiere, i percorsi culturali e le attività outdoor dimostra che il valore competitivo delle destinazioni si misura sempre più sulla capacità di mettere in relazione comunità, imprese e visitatori. In questo quadro si inseriscono iniziative che rappresentano un patrimonio consolidato del territorio ligure e dell’Imperiese come OliOliva, Breakfast in Riviera, Vele d’Epoca, Giornata nazionale del Made in Italy “Artigianato e Food: il sapere che diventa identità”, la partecipazione alle grandi vetrine internazionali del turismo come il TTG Travel Experience, ArtiTurismo oltre i confini, esperienze e Made in Italy, le attività di promozione delle produzioni locali e i progetti di valorizzazione dell’entroterra. Eventi e progettualità che concorrono a costruire un’offerta integrata nella quale agroalimentare, ospitalità, cultura, nautica, commercio e artigianato concorrono alla definizione di una destinazione contemporanea e competitiva. «Chi opera ogni giorno nel turismo del Ponente ligure sa che il vero punto di forza del nostro territorio è la possibilità di offrire, in uno spazio straordinariamente raccolto, esperienze molto diverse ma unite da un’identità comune: il mare, i borghi, l’olio, il vino, la cucina, l’outdoor, l’artigianato e la cultura dell’accoglienza», dichiara Fulvia Proia, presidente di CNA Turismo e Commercio Liguria e di CNA Turismo e Commercio Imperia, oltre che operatrice del settore. «Il visitatore di oggi non cerca soltanto un luogo nel quale soggiornare, ma desidera incontrare le persone, conoscere le produzioni e vivere il territorio. Per questo dobbiamo mettere sempre più in rete la costa e l’entroterra, sostenere le piccole imprese che custodiscono qualità e saper fare e costruire proposte fruibili durante tutto l’anno. Nel Ponente questa non è una prospettiva astratta: è un modello già visibile, che ora va organizzato, rafforzato e promosso con una regia condivisa». La sfida dei prossimi anni non consiste soltanto nell’incrementare i flussi turistici ma nel consolidare un modello di sviluppo capace di generare reddito diffuso, sostenere il ricambio imprenditoriale, rafforzare la permanenza delle attività economiche nei piccoli centri e aumentare la capacità competitiva delle produzioni locali. Il turismo dell’esperienza rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per raggiungere questi obiettivi e la Liguria, grazie alle sue imprese e ai suoi territori, possiede tutte le condizioni per esserne protagonista a livello nazionale.