MareCultura 2026 guarda sotto la superficie: a Sanremo i tesori dell’archeologia subacquea ligure

MareCultura 2026 guarda sotto la superficie: a Sanremo i tesori dell’archeologia subacquea ligure

Sotto la superficie del Mar Ligure esiste un altro paesaggio. Un patrimonio invisibile ai più, fatto di relitti, anfore, carichi commerciali, approdi, rotte e testimonianze lasciate nei secoli dalle comunità che hanno vissuto e attraversato il Mediterraneo. È il patrimonio culturale subacqueo, una parte straordinaria della nostra storia che deve essere conosciuta, studiata, tutelata e trasmessa alle generazioni future. A questo mondo sarà dedicato uno degli appuntamenti culturali di maggiore rilievo della quinta edizione di MareCultura, la manifestazione ideata, promossa e organizzata da CNA Imperia, in programma sabato 19 e domenica 20 settembre a Pian di Nave, a Sanremo. Domenica 20 settembre alle ore 16.30 l’appuntamento sarà con: “I TESORI DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA LIGURE” protagonista Simon Luca Trigona, funzionario archeologo subacqueo e responsabile del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea – STAS della Soprintendenza. Un incontro aperto a tutti, pensato non soltanto per gli appassionati di archeologia o di immersioni, ma per chiunque voglia scoprire quanta storia continui a vivere sotto il nostro mare. La Liguria, dove è nata l’archeologia subacquea italiana C’è una ragione particolare per raccontare questa storia proprio in Liguria. La stessa Soprintendenza ricorda infatti che l’archeologia subacquea italiana nasce in Liguria nel 1950 con Nino Lamboglia. Il Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina di Albenga avrebbe poi operato per decenni in Italia e all’estero, contribuendo allo sviluppo delle moderne metodologie di ricerca archeologica sott’acqua. Non è dunque un capitolo marginale della storia ligure. La Liguria è uno dei luoghi nei quali l’archeologia subacquea italiana ha costruito le proprie fondamenta. Ed è una tradizione che continua. Nel giugno 1997 la Soprintendenza si è dotata del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea, uno strumento specializzato per operare in ambiente iperbarico e intervenire sul patrimonio sommerso. Il Ministero della Cultura sottolinea come negli anni il servizio ligure abbia raggiunto competenze tecniche e organizzative riconosciute a livello nazionale. Oggi il referente e responsabile dello STAS è proprio Simon Luca Trigona. Il progetto nazionale Amphitrite del Ministero della Cultura lo indica come funzionario archeologo subacqueo e responsabile dello STAS Liguria. Un archeologo che lavora davvero sott’acqua Ed è questo uno degli aspetti che CNA Imperia vuole far comprendere al pubblico di MareCultura. Quando si parla di archeologia subacquea non si parla soltanto di studio dietro una scrivania. Si parla di ricerca sul campo, immersioni, documentazione, rilievo, tutela e valorizzazione di siti che si trovano sotto la superficie del mare. Trigona possiede una specifica formazione professionale subacquea: la documentazione ufficiale della Soprintendenza lo indica come Operatore Tecnico Subacqueo e riporta qualifiche specialistiche che gli consentono di operare professionalmente in ambiente sommerso. Lo STAS dispone inoltre di procedure, attrezzature e professionalità dedicate alle attività archeologiche subacquee. Una pubblicazione della Soprintendenza ricorda che le procedure di sicurezza sviluppate dal servizio ligure sono state assunte come riferimento anche da altre strutture ministeriali. Significa che dietro una fotografia suggestiva di un archeologo circondato da anfore sul fondo del mare esiste in realtà un lavoro scientifico, tecnico e di tutela estremamente complesso. Ed è proprio questa realtà che MareCultura vuole avvicinare al grande pubblico. Trigona: da Sanremo al fondo del Mar Ligure L’appuntamento assume inoltre un significato particolare per Sanremo. Simon Luca Trigona è originario proprio della città dei fiori. Formatosi negli anni Novanta presso la Scuola archeologica romana, ha iniziato in ambito laziale la propria carriera di archeologo e subacqueo professionista. Dal 2013 è entrato a far parte della Soprintendenza in Liguria, assumendo successivamente responsabilità nell’ambito dell’archeologia subacquea e della tutela archeologica. Attualmente è anche indicato dalla Soprintendenza quale funzionario archeologo competente per Genova Centro, oltre a essere referente del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea. La sua attività comprende una lunga serie di ricerche e interventi nel Mar Ligure. Tra i temi sui quali ha lavorato figura anche uno dei luoghi simbolo dell’archeologia subacquea mediterranea: la nave romana di Albenga, alla quale il Ministero della Cultura ha dedicato negli ultimi anni nuove attività di studio e valorizzazione. E il legame con il Ponente è destinato a rafforzarsi ulteriormente: secondo la comunicazione fornita a CNA Imperia per MareCultura, dal prossimo ottobre Trigona rientrerà professionalmente nel Ponente ligure come responsabile archeologo per la provincia di Imperia e terrà un corso di Archeologia Subacquea presso l’Università di Genova. Vazzano: «Dobbiamo imparare a guardare il mare anche sotto la superficie» «Questa è una presenza alla quale tengo moltissimo», dichiara Luciano Vazzano, Direttore di CNA Imperia. «Perché Simon Luca Trigona ci permette di raccontare un mare diverso da quello che siamo abituati a vedere.» «Quando guardiamo il mare vediamo bellezza, turismo, pesca, sport, navigazione, economia. Ma sotto quella superficie esiste anche un enorme archivio della nostra storia. Ci sono le tracce delle rotte che per secoli hanno collegato popoli, merci e culture. Conoscere quel patrimonio significa comprendere meglio chi siamo.» Per Vazzano è proprio questa pluralità di letture a rappresentare la ragione d’essere di MareCultura. «Cinque anni fa abbiamo scelto non casualmente il nome MareCultura. Non volevamo organizzare semplicemente una manifestazione sul mare. Volevamo costruire un luogo nel quale il mare potesse essere raccontato nelle sue diverse dimensioni: ambientale, economica, culturale, storica, sociale e umana.» Conoscere per proteggere L’archeologia subacquea porta con sé anche un altro messaggio centrale per CNA Imperia: quello della salvaguardia. Un reperto sommerso non è semplicemente qualcosa di antico da recuperare. La posizione nella quale viene ritrovato, ciò che gli sta intorno, la stratificazione dei materiali e il rapporto con l’ambiente costituiscono informazioni essenziali per la ricerca archeologica. È il contesto a permettere agli studiosi di ricostruire una storia. Per questo ricerca, tutela e valorizzazione sono strettamente collegate. «Credo che manifestazioni come MareCultura abbiano anche una responsabilità», prosegue Vazzano. «Quella di creare consapevolezza. La tutela non può appartenere soltanto agli specialisti e alle istituzioni. Comincia dalla conoscenza.» «Se un cittadino comprende che quello che si trova sotto il mare è patrimonio della collettività, cambia anche il suo modo di rapportarsi all’ambiente marino. Ed è qui che cultura e tutela ambientale finiscono inevitabilmente per incontrarsi.» Il mare come patrimonio, non come semplice scenario Per CNA Imperia il talk di domenica rappresenta quindi molto più di un appuntamento culturale inserito nel programma. È una dichiarazione sul significato stesso di MareCultura. Il mare non deve essere considerato semplicemente lo sfondo sul quale si svolge la vita della Riviera. È ambiente da proteggere. È spazio di lavoro. È economia. È biodiversità. È luogo di incontro tra popoli. Ed è anche patrimonio culturale. «Abbiamo voluto che MareCultura tenesse insieme tutte queste dimensioni», sottolinea Vazzano. «Possiamo parlare di gastronomia, pesca, turismo, sport, longevità, imprese e Blue Economy, ma non dobbiamo mai dimenticare che tutto parte da una risorsa straordinaria della quale siamo temporaneamente custodi.» «Conoscere, rispettare, tutelare e valorizzare: sono quattro parole che devono stare insieme.» MareCultura: divertire, incuriosire, ma anche lasciare qualcosa La quinta edizione di MareCultura proporrà show cooking, prodotti del territorio, degustazioni, street food, sport, esperienze, musica e intrattenimento, con apertura dalle 10 alle 23. Ma CNA Imperia ha scelto di affiancare alla dimensione più popolare della manifestazione momenti capaci di divulgare conoscenza. «Vogliamo tanta gente a Pian di Nave e vogliamo che le persone si divertano», conclude Vazzano. «Ma sarei ancora più soddisfatto se qualcuno, tornando a casa domenica sera, guardasse il nostro mare con occhi leggermente diversi.» «Avere a MareCultura un professionista come Simon Luca Trigona significa offrire al pubblico l’opportunità di ascoltare direttamente chi quel patrimonio lo studia, lo raggiunge sott’acqua e lavora per proteggerlo.» «Ed è forse questa la sintesi migliore di ciò che vogliamo essere: una manifestazione popolare e aperta a tutti, ma capace nello stesso tempo di affrontare temi importanti. Perché la cultura del mare è il primo strumento per costruire rispetto per il mare.» DOMENICA 20 SETTEMBRE – ORE 16.30 I TESORI DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA LIGURE Talk con il Dott. Simon Luca Trigona Funzionario archeologo subacqueo Responsabile del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea – STAS MareCultura 2026 – V edizione Pian di Nave – Sanremo MareCultura è ideata, promossa e organizzata da CNA Imperia