Da Andora nel cuore del Santuario Pelagos, concluso il viaggio in solitaria di Matteo Basile
Una traversata nel mar Ligure, nel cuore del Santuario Pelagos per difendere balene, delfini, tartarughe e tursiopi dall’inquinamento. Un successo la missione di Matteo Basile, presidente della Lega Navale di Andora, che a bordo della sua imbarcazione ha partecipato con orgoglio alla campagna di sensibilizzazione “Stop Food Oils and Fats in the Sea”. Basile, durante il suo viaggio concluso sabato ad Andora, ha portato il messaggio dell’Agenda ONU 2030 coinvolgendo le delegazioni della Lega Navale presenti nel Santuario dei Cetacei. «Ho illustrato i principi dello sviluppo sostenibile per il decennio 2020-2030. Il fulcro del progetto – ha raccontato alla fine della sua missione Matteo Basile – è l’obiettivo 14 delle Nazioni Unite, declinato in tutte le sue sfaccettature: dalla salvaguardia della piccola pesca e dei pescatori artigianali, alla gestione sostenibile degli spazi marini, fino al recepimento degli accordi internazionali per la protezione della biodiversità e alla lotta diretta all’inquinamento da attività terrestri». La campagna “Stop Food Oils And Fats In The Sea”, sostenuta da ASviS — la più grande rete italiana per lo sviluppo sostenibile — ha attivato un coordinamento capillare che coinvolge amministrazioni comunali, aziende municipalizzate per lo smaltimento dei rifiuti, scuole e associazioni. Dalle spiagge liguri a quelle romagnole il messaggio è arrivato con forza: l’olio alimentare esausto è un potente inquinante se disperso, con gravi conseguenze sui sistemi di depurazione domestici e cittadini, ma una preziosa risorsa se recuperato. Una volta raccolto, può essere trasformato in biodiesel o nuovi manufatti industriali, alimentando un ciclo virtuoso di economia circolare. In una fase segnata da forti tensioni internazionali — con i rischi energetici legati a snodi critici come lo Stretto di Hormuz — il recupero delle risorse diventa un dovere strategico. Piero Camoli, amministratore di Nuova C Plastica e promotore dell’iniziativa, sottolinea che la protezione delle oltre 7.500 miglia di coste italiane, circa 9.000 km includendo le isole, deve partire dalle realtà locali: «Il Santuario dei Cetacei è l’esempio più evidente, ma l’intero sistema costiero rischia il compromesso se non adottiamo buone pratiche quotidiane proprio a partire da chi il mare lo vive».
Il viaggio di Rotta 14 si è avvalso di strumenti pratici e innovativi. L’iniziativa “Dal vasetto alla tanichetta” ha coinvolto gli Istituti Alberghieri di Alassio, Bellaria e Arma di Taggia nel recupero degli oli delle conserve — tonno e sott’oli — trasformando la cucina scolastica in laboratorio di economia circolare. La tanichetta Marinò, realizzata in plastica Seconda Vita, consente la raccolta domestica degli oli esausti, mentre il gioco di strategia “I Guardiani del Mare Race to 2030” porta i partecipanti a studiare la missione globale per la salvaguardia della biodiversità marina.
Rotta 14 ha raccolto migliaia di adesioni tra turisti e artisti, dimostrando che il principio dell’economia circolare incentrato sul recupero degli oli alimentari è ormai una realtà inarrestabile. Un percorso che affonda le radici nel 14 aprile 2025, quando la campagna “Stop Food Oils and Fats in the Sea” prese il via ufficialmente in occasione della Giornata Nazionale del Mare, scegliendo quella data simbolica per lanciare un messaggio destinato a durare ben oltre una singola traversata.