Ospedale di Albenga, De Franceschi: “Meglio pensare ad un pronto soccorso integrato”

«Perché spendere 143 milioni di euro per opere faraoniche? Meglio attivare un pronto soccorso integrato tra due ospedali importanti come Albenga e Pietra Ligure con un costo pari a zero». Teresiano De Franceschi, ex primario del Santa Maria di Misericordia ed ex amministratore comunale che quell’ospedale in regione Bagnoli lo ha visto concepire e realizzare esce allo scoperto e pubblicamente indica la strada da percorrere per risparmiare tempo e denaro.  Andato in pensione da poco tempo continua a seguire da vicino il caso ospedale di Albenga. «Non potrei fare altrimenti. Il Santa Maria di Misericordia era la mia seconda casa, la mia seconda famiglia – racconta – Inaugurato nel 2008 l’ho visto prima sorgere e poi spolpare di tutti i servizi. Eppure – afferma l’ex direttore dell’ospedale – questo nosocomio, ancora oggi, ha potenzialità enormi.  E’ dotato di sette sale operatorie ed è concentrato praticamente in un unico blocco. Inoltre aveva 17 medici che hanno fatto le valigie e lasciato il pronto soccorso quando è stato trasformato in Ppi perché depotenziato». Ci sono margini per rilanciare il nosocomio? De Franceschi non ha dubbi. «E’ prioritario avviare una sinergia con Santa Corona; poi aprire un vero  pronto soccorso vero e non mascherato. Questo ospedale inoltre ha 220 posti letto a  disposizione concentrati in un blocco unico ed è decisamente funzionale per la città e il suo comprensorio. Il Santa Corona 340 suddivisi in più padiglioni e per la sua ristrutturazione non ci vogliono solo i soldi, ma anche tanto tempo per vedere i lavori ultimati. E allora perché non pensare di potenziare la rete assistenziale a costo zero e soprattutto quando basta un giro di chiave per riaprire quello che c’era al Santa Maria di Misericordia? E non dimentichiamo la pessima viabilità per gli spostamenti da Albenga a Pietra». Teresiano De Franceschi non si schiera apertamente con il comitato “Senza pronto soccorso si muore”, ma tiene a precisare che «il valore di un ospedale fortemente voluto dalla politica albenganese non può essere ignorato. Trasformarlo in un ospedale di comunità? Assurdo, proposta da bocciare».

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