Boom dell’edilizia in Liguria, post covid 10mila operai e 800 aziende in più
Rispetto al periodo pre-covid il numero totale degli operai edili in Liguria dopo il superbonus e il Pnrr è salito di oltre 10mila unità dai 17.395 del 2019 ai 28.013 del 2025 (+61%), in sette anni si sono iscritte alle Casse edili quasi 800 aziende passando da 3.622 a 4.400 (+21,5%) e la massa salari complessiva è arrivata a sfiorare i 320 milioni, mentre nel 2019 era di poco superiore ai 180 (+73,8%).
È il boom dell’edilizia descritto dai dati d’esercizio delle Casse edili provinciali rielaborati dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) Liguria.
Secondo i dati di Ance Liguria la crescita occupazionale che ha vissuto l’edilizia in Liguria e in larga parte del resto d’Italia negli ultimi anni non ha eguali nella storia recente del settore edile.
“Ma siamo costruttori, non siamo abituati a guardare i fatti con ingenuo idealismo, bensì con realista ottimismo – dichiara il presidente di Ance Liguria Enio Marino -.
Oggi abbiamo il bisogno, il dovere e sentiamo la responsabilità di consolidare una tendenza occupazionale molto solida, allontanando lo spauracchio della lunga crisi che ci ha accompagnati fino alle soglie del 2020”.
“È chiaro che non è pensabile di poter continuare a crescere a questi livelli, data anche la situazione geopolitica che stiamo vivendo a livello mondiale – sottolinea -. È il momento di dialogare costruttivamente con la politica perché quanto di buono fatto finora venga consolidato, passando da misure eccezionali a interventi strutturali che diano continuità a tutto il comparto delle costruzioni. D’altronde il lavoro avviato su infrastrutture, rigenerazione urbana, edilizia green e dissesto idrogeologico è appena all’inizio. C’è ancora molto da fare e siamo qui per questo. Come ci ricorda Goethe, chi non va avanti va indietro”.