A piedi e in MTB lungo le Vie Marenche: il progetto “Strade del Mare” chiude un fine settimana di territorio tra le valli Arroscia e Lerrone

A piedi e in MTB lungo le Vie Marenche: il progetto “Strade del Mare” chiude un fine settimana di territorio tra le valli Arroscia e Lerrone

A piedi e in MTB lungo le Vie Marenche: il progetto “Strade del Mare” chiude un fine settimana di territorio tra le valli Arroscia e Lerrone
Tra vigneti storici, borghi medievali, sculture monumentali e sterrate panoramiche, il progetto “Strade del Mare” — sostenuto dalla Fondazione De Mari — ha attraversato questo fine settimana due giorni di intensa attività sul territorio, confermando la vitalità di un entroterra che non aspetta di essere scoperto: lavora ogni giorno per farsi ritrovare.
Sabato 20 giugno, i sentieri tra Ortovero e Vendone hanno accolto i partecipanti al trekking ad anello organizzato dall’Associazione Antiche Vie del Sale, con il supporto operativo delle Guide del Golfo. Un percorso che ha attraversato i filari del Pigato, del Vermentino e dell’Ormeasco DOC, risalito alle torri medievali di Pogli e all’oratorio barocco di San Giovanni, per approdare infine in località Castellaro, dove le monumentali sculture di Reiner Kriester compongono un museo a cielo aperto di rara potenza evocativa. Steli biancorosate incise di simboli geometrici e volti stilizzati che sembrano emergere dalla roccia come memorie ancestrali: la conferma che questo territorio ha sempre saputo attrarre chi cerca bellezza in forme inaspettate.
Domenica 21 giugno, la terza tappa del progetto cicloturistico “Strade del Mare” ha preso le mosse dalla piazza del Comune di Garlenda per dispiegarsi lungo circa 45 chilometri su strade asfaltate e sterrate. Il percorso ha attraversato le frazioni di Paravenna e Marta, toccato Villanova, Arnasco, Ortovero e Vendone, fino al Forte di Arnasco, balcone panoramico sull’intera piana ingauna. A rendere possibile l’evento la preziosa collaborazione di Giorgio Nannei e Alassio4Fun, partner tecnico e organizzativo di questa tappa, insieme alle due guide che hanno accompagnato il gruppo per l’intera durata del percorso.
Due giorni, due linguaggi del territorio — il passo e la pedalata — un’unica visione. Il progetto “Strade del Mare”, finanziato dalla Fondazione De Mari, non nasce come evento ma come sistema: una rete di percorsi costruita attorno alle rilevanze storico-artistiche, paesaggistiche e produttive più significative dell’entroterra del Ponente ligure, progettata da Daniela Carrea e capace di connettere borghi e camminatori, produttori e visitatori, memoria e contemporaneità. Un sistema che tiene insieme le Pro Loco, le associazioni culturali, i Comuni aderenti — Garlenda, Ortovero, Vendone, Ranzo e gli altri — come nodi vivi di una rete che l’Associazione Antiche Vie del Sale coordina con pazienza e metodo. Con questo fine settimana, “Strade del Mare” consolida una metodologia: costruire attrattività d’entroterra non attraverso grandi eventi, ma attraverso esperienze ricorrenti, gratuite, radicate nel patrimonio locale — un modello di turismo lento che restituisce centralità ai borghi e senso di appartenenza alle comunità che li abitano. Non è un dettaglio marginale: tra i partecipanti figurano escursionisti provenienti da Piemonte e Lombardia. Il progetto “Strade del Mare” sta già parlando a quel bacino del Nord Italia che il turismo lento di qualità considera il suo pubblico naturale.
«Fare rete tra i Comuni delle Antiche Vie del Sale — sottolinea Alessandro Navone, presidente dell’Associazione — non è mai stato uno slogan: è la filosofia che ci ha guidato fin dall’inizio. Ogni escursione è un atto concreto di quella visione: connettere borghi, sentieri, produttori e camminatori in un sistema territoriale vivo, dove la somma vale molto più delle singole parti. La fiducia della Fondazione De Mari in questo modello ci incoraggia a continuare».
«Le Vie Marenche — aggiunge Franco Laureri, responsabile Comunicazione e Marketing dell’Associazione — sono il filo antico che tiene insieme questi borghi: le stesse strade lungo cui transitavano il sale e le spezie che animavano l’economia di questa Liguria interna. Oggi quelle vie offrono qualcosa che il turismo di massa non sa più dare: luoghi autentici, ritmi lenti, comunità vive. Il trekking di sabato e l’uscita in bicicletta di domenica lo dimostrano concretamente — l’entroterra non è lo sfondo del litorale: è un’alternativa».
Il progetto “Strade del Mare” continuerà nei prossimi mesi con ulteriori tappe a piedi e in bicicletta. Informazioni e prossime date su: info@guidedelgolfo.com — alassioxfun@gmail.com