La Ciclabile Ospedaletti-Andora: un sogno che cresce tra turismo e mobilità sostenibile
La speranza è che ci sia continuità. Il sogno a ponente è raggiungere Monte Carlo passando per Nizza; a levante, che la pista possa arrivare rapidamente a Ceriale, attraversando Laigueglia, Alassio e Albenga. Quello che quattordici anni fa sembrava solo un sogno si è parzialmente avverato con il collegamento fino ad Andora, grazie anche allo spostamento a monte della ferrovia. Su quest’ultimo punto preferisco fermarmi, per non risvegliare un ricordo mai svanito, profondamente doloroso per molti, per me e soprattutto per la mia famiglia.
Com’è noto e ormai dimostrato, un’infrastruttura di questo livello incrementa notevolmente la presenza turistica, anche internazionale. Genera un indotto di svariati milioni di euro sul territorio, rilanciando sia il mercato immobiliare sia il comparto alberghiero. Le cose da dire sarebbero molte, ma sono ormai note e ben presenti a tutti.
Questa struttura assume un’importanza cruciale soprattutto per la destagionalizzazione, elemento fondamentale per evitare la desertificazione invernale del nostro territorio. Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, sono necessari servizi presenti, di qualità e investimenti mirati. Mi permetto di dare un consiglio non richiesto: è fondamentale che le amministrazioni locali assumano un ruolo attivo, coinvolgendo le associazioni del territorio per condividere le strategie da attuare (so che alcune si stanno già muovendo). È evidente che servono volontà politica e risorse adeguate; senza di esse, significa che ci si accontenta dello status quo.
Una delle tante opportunità offerte dalla pista ciclabile è il miglioramento della viabilità ordinaria tra i Comuni attraversati. È un tema che affrontai quattordici anni fa da presidente di Area 24: all’epoca poteva sembrare marginale, e forse lo era, ma notai che moltissime persone utilizzavano la bicicletta per spostarsi per motivi di lavoro, ad esempio tra Sanremo e Santo Stefano al Mare, in entrambe le direzioni.
Il risultato? Auto lasciate a casa, meno ingorghi, risparmio economico, riduzione dello smog e più attività fisica. Una cara amica mi ha recentemente ricordato il valore di questa opportunità, raccontandomi la sua esperienza: oggi si sposta in bicicletta lungo la ciclabile e lo fa con soddisfazione e serenità, consapevole del grande benessere che ne trae. Questo è un aspetto che non va trascurato, ma anzi stimolato, considerando che i nostri inverni miti permettono di sfruttare questa mobilità alternativa per gran parte dell’anno.
Per il futuro, l’auspicio è che si inizino a raccogliere dati precisi che consentano di comprendere a fondo l’entità del fenomeno. Solo così si potrà gestire il flusso nel rispetto sia dei residenti sia dei turisti, intervenendo tempestivamente sulle criticità che inevitabilmente si presenteranno.
Franco Floris