Agriturismi nel savonese, per la stagione 2026 luci e ombre: “Potenziare l’accoglienza esperienziale”
“Il settore agrituristico è cambiato negli ultimi anni e certamente la legge di Orientamento del 2001 ha contribuito in maniera decisiva a creare una multifunzionalità per molti operatori e imprese familiari, consentendo di unire al meglio la produzione agricola con l’accoglienza turistica e la ristorazione”. Così Davide Moirano, di Turismo Verde Cia Savona, in occasione dei 25 anni dell’entrata in vigore della normativa che ha permesso di ampliare le attività e l’offerta per il pubblico, rafforzando il valore della stagionalità, delle eccellenze enogastronomiche locali e il rispetto per l’ambiente. “Indubbiamente, quella legge ha creato nel tempo un indotto virtuoso nell’ambito delle filiere agricole, con la trasformazione aziendale dei prodotti e al loro vendita diretta, fino alle strutture agrituristiche che oggi presentano iniziative didattiche, culturali e sportive” aggiunge il responsabile di Turismo Verde Cia Savona. E se nel 2025 si è assistito ad un trend di crescita di presenze negli agriturismi (nel savonese +8,72%), per la stagione 2026 non mancano incertezze legate a difficoltà congiunturali, a cominciare dai costi per le aziende del comparto e alle minori capacità di spesa degli ospiti: “La primavera ha senz’altro visto un calo di affluenza, ma auspichiamo che dal ponte del 2 giugno si assista ad una inversione di rotta sugli arrivi e i soggiorni nelle nostre strutture” sottolinea ancora Moirano. “Ad ora è difficile fare previsioni esatte sull’andamento stagionale, anche perché le prenotazioni, così come i soggiorni, hanno sempre di più margini di flessibilità e repentinità che caratterizzano ormai le scelte di destinazione”. “Rispetto al passato, infatti, molte strutture stanno cercando di differenziarsi e caratterizzarsi nella loro offerta, indispensabile per essere attrattivi e appetibili sui mercati. Da questo punto di vista, fondamentale è il potenziamento della proposta esperienziale legata alle nostre eccellenze vinicole e gastronomiche, così come allo stesso patrimonio naturalistico”. “Per questo puntare su enoturismo e olioturismo in un contesto di “rete territoriale” rappresenta una carta vincente” conclude Moirano.