il Partito Animalista Italiano (Pai) e l’Osservatorio Savonese Animalista (Osa) all’attacco dopo l’abbattimento della pineta di Andora
“Dopo che numerosi sindaci hanno deciso, nei mesi scorsi, di abbattere alberi cittadini ritenuti pericolosi per la sicurezza, anche durante la stagione riproduttiva della fauna selvatica che li abitava, ad Andora una pineta è stata abbattuta per lasciare spazio a nuove costruzioni, sulla base di autorizzazioni edilizie”. Così il Partito Animalista Italiano (Pai) e l’Osservatorio Savonese Animalista (Osa) che esprimono la propria “contrarietà a un modello di gestione del territorio nel quale la vegetazione può essere sacrificata per fare spazio al cemento, mentre la crisi climatica rende sempre più urgente la tutela del verde urbano. Gli alberi non sono ostacoli da rimuovere ogni volta che entrano in conflitto con un progetto edilizio. Sono una componente essenziale della qualità della vita e della sicurezza ambientale delle nostre città”.
“In un periodo segnato da ondate di calore sempre più intense e frequenti, i sindaci dovrebbero rispettare il ruolo fondamentale della vegetazione urbana nel mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Gli alberi assorbono anidride carbonica, producono ossigeno, contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria e, soprattutto, riducono la temperatura al suolo grazie all’ombra delle loro chiome. È sufficiente confrontare una strada asfaltata o un quartiere densamente edificato con un viale alberato o un parco per percepire la differenza: una riduzione significativa delle temperature locali, offrendo benefici che nessun giovane albero appena piantumato potrà garantire nell’immediato. E tutto questo non può essere liquidato con la semplice esistenza di un’autorizzazione edilizia”.
Pai e Osa ricordano che “la legittimità formale di un intervento non esaurisce il dovere di chi amministra il territorio. Un progetto può essere autorizzato, ma ciò non significa che ogni sua conseguenza ambientale debba essere considerata inevitabile o accettabile. Le amministrazioni hanno il compito di valutare anche l’interesse collettivo alla conservazione del verde, alla tutela della biodiversità e alla qualità della vita dei cittadini. Per questo chiedono che ogni abbattimento di alberi e ogni trasformazione di aree verdi siano preceduti da valutazioni tecniche trasparenti, documentate e accessibili, con particolare attenzione alle alternative che consentano di preservare la vegetazione esistente. E che siano resi pubblici gli atti autorizzativi, le valutazioni ambientali e le eventuali misure di compensazione previste”.
“Governare, egregio signor sindaco Demichelis, significa anche saper conservare ciò che rende più vivibili le nostre città, ma comprendere che il verde non è un elemento decorativo sacrificabile alle esigenze dell’edilizia, ma un patrimonio collettivo che appartiene anche alle generazioni future. Un albero adulto è il risultato di decenni di crescita. È ombra, ossigeno, rifugio per la fauna, vita. È qualcosa che abbiamo ricevuto e che dovremmo avere il dovere di lasciare a chi verrà dopo di noi. Una pineta abbattuta non è soltanto un paesaggio che scompare. È un pezzo di futuro che non restituiremo più”.